Reazione Avversa Grave
Il termine corretto è serious adverse event — evento avverso grave, non “severo” (severe in inglese significa proprio grave). Una reazione avversa o un evento avverso si definiscono gravi quando rientrano in almeno uno di questi criteri:
- Richiede l’ospedalizzazione del paziente.
- Prolunga la degenza quando l’evento si verifica durante un ricovero.
- Provoca una disabilità permanente.
Circa il 5% degli accessi al pronto soccorso dipende da reazioni avverse a farmaci.
«Schematic representation of immunopathogenic mechanism underlying drug-induced SJS/TEN» — rappresentazione schematica del meccanismo immunopatogenetico alla base della sindrome di Stevens-Johnson e della necrolisi epidermica tossica indotte da farmaci. (Cheng L., Frontiers in Pharmacology 2021, via Wikimedia Commons, CC BY 4.0.)
La SJS/TEN è il prototipo della reazione che soddisfa tutti e tre i criteri insieme: impone il ricovero (spesso in centro ustioni), prolunga la degenza e lascia esiti permanenti — sinechie congiuntivali, cecità, cicatrici. I farmaci più frequentemente implicati sono carbamazepina, allopurinolo, sulfamidici e nevirapina.
Reazioni gravi permanenti
Alcune reazioni avverse gravi sono irreversibili:
- Tossicità cocleo-vestibolare di alcuni antibiotici (es. ipoacusia da danno delle cellule sensoriali), che può diventare permanente. È il caso degli aminoglicosidi — gentamicina, amikacina, streptomicina — la cui ototossicità si cerca di prevenire con il monitoraggio delle concentrazioni del farmaco, ma in pazienti particolarmente suscettibili può comparire ugualmente.
- Nefrotossicità: farmaci nefrotossici possono dare un danno renale permanente — di nuovo gli aminoglicosidi (vedi Nefrotossicità da Aminoglicosidi) e la ciclosporina; i FANS in uso cronico possono causare una nefropatia interstiziale cronica (vedi Tossicità Renale dei FANS).
Profilo di sicurezza e tollerabilità
La gravità attesa dipende dal farmaco e dal contesto clinico, ed è essenzialmente una questione di indice terapeutico. Farmaci con indice terapeutico ampio (es. betabloccanti, Ca-antagonisti come le diidropiridine) raramente danno conseguenze serie anche in caso di errore di assunzione (es. assunzione di una dose tripla di betabloccante). All’opposto, gli antitumorali hanno un profilo di tossicità elevato, per cui un errore di dose può essere pericoloso: il metotrexato è l’esempio canonico — la stessa molecola, alla dose settimanale dell’artrite reumatoide o a quella giornaliera assunta per errore, separa la terapia dalla mucosite e dall’aplasia midollare. La percezione e la tollerabilità del danno cambiano con la malattia: una sonnolenza da antistaminico di prima generazione è accettabile per un’allergia, mentre tossicità importanti sono tollerate solo in terapie come quelle antitumorali, dove sono inevitabili.
Alcune reazioni gravi, pur imprevedibili, hanno un antidoto che le rende reversibili: è il caso dell’ipertermia maligna, che il dantrolene ha portato da oltre il 70% di mortalità a meno del 5%.
🔗 Collegamenti
- Evento Avverso e Reazione Avversa — 📋 definizioni di base
- Rapporto Rischio-Beneficio delle Terapie — 🔗 governa la tollerabilità attesa
- Classificazione delle Reazioni Avverse (ABCDEF) — 🔗 categorie di reazione