Reazione Avversa Grave

Il termine corretto è serious adverse eventevento avverso grave, non “severo” (severe in inglese significa proprio grave). Una reazione avversa o un evento avverso si definiscono gravi quando rientrano in almeno uno di questi criteri:

  • Richiede l’ospedalizzazione del paziente.
  • Prolunga la degenza quando l’evento si verifica durante un ricovero.
  • Provoca una disabilità permanente.

Circa il 5% degli accessi al pronto soccorso dipende da reazioni avverse a farmaci.

Reazioni gravi permanenti

Alcune reazioni avverse gravi sono irreversibili:

  • Tossicità cocleo-vestibolare di alcuni antibiotici (es. ipoacusia da danno delle cellule sensoriali), che può diventare permanente. Si cerca di prevenirla con il monitoraggio delle concentrazioni del farmaco, ma in pazienti particolarmente suscettibili può comparire ugualmente.
  • Nefrotossicità: farmaci nefrotossici possono dare un danno renale permanente; i FANS in uso cronico possono causare una nefropatia interstiziale cronica.

Profilo di sicurezza e tollerabilità

La gravità attesa dipende dal farmaco e dal contesto clinico. Farmaci con indice terapeutico ampio (es. betabloccanti, Ca-antagonisti) raramente danno conseguenze serie anche in caso di errore di assunzione (es. assunzione di una dose tripla di betabloccante). All’opposto, gli antitumorali hanno un profilo di tossicità elevato, per cui un errore di dose può essere pericoloso. La percezione e la tollerabilità del danno cambiano con la malattia: una sonnolenza da antistaminico è accettabile per un’allergia, mentre tossicità importanti sono tollerate solo in terapie come quelle antitumorali, dove sono inevitabili.

🔗 Collegamenti