Classificazione delle Reazioni Avverse (ABCDEF)
La classificazione delle reazioni avverse ai farmaci, adottata nel 1991 e tuttora la più usata, segue uno schema alfabetico A-B-C-D-E-F: ogni lettera è l’iniziale del tipo di reazione. Tutte le reazioni avverse rientrano in una di queste sei categorie.
-
Tipo A — Augmented (aumentata). Effetto eccessivo rispetto all’atteso, in linea col meccanismo d’azione del farmaco (es. bradicardia da betabloccante, ipoglicemia da insulina). È prevedibile, acuta e dose-dipendente. → approfondimento in Reazioni Avverse di Tipo A (augmented).
-
Tipo B — Bizarre (bizzarra). Reazione rara, non prevedibile e potenzialmente molto grave, non collegata in modo lineare al meccanismo d’azione (es. shock anafilattico da beta-lattamina in paziente senza anamnesi). Comprende reazioni da ipersensibilità e idiosincrasiche. → approfondimento in Reazioni Avverse di Tipo B (bizzarre).
-
Tipo C — Chronic (cronica). Tipica dell’assunzione cronica di un farmaco. Esempio: i FANS assunti a lungo (pazienti artrosici, artrite reumatoide) possono causare gastropatia/gastrite e, dopo anni, nefrite interstiziale. Dette anche iatrogene (legate alla pratica medica). Sono irreversibili: spesso non si può sospendere il farmaco necessario, per cui si aggiunge un trattamento protettivo (es. un antisecretivo acido per la gastropatia), curando con un secondo farmaco la malattia generata dal primo. Si limitano con la dose minima efficace e il monitoraggio.
-
Tipo D — Delayed (ritardata). Compare anche anni dopo la fine della terapia. Esempio: farmaci antitumorali pediatrici (per leucemie linfoblastiche, linfomi) che agiscono danneggiando il DNA; quel danno genotossico, terapeutico ma oncogenico, può tradursi in un secondo tumore in età adulta nei guariti. È inevitabile, perché senza trattamento il paziente non sopravvive. Caratteristica: separazione temporale tra fine della terapia primaria e comparsa della reazione.
-
Tipo E — End of treatment (fine trattamento). Compare all’interruzione del farmaco. Esempio: sindrome da astinenza alla sospensione brusca di benzodiazepine (dipendenza fisica e psichica, reazione ansiosa) o di oppioidi; molti farmaci neuropsichiatrici danno astinenza da interruzione brusca.
-
Tipo F — Failure (fallimento terapeutico). Il farmaco, pur correttamente prescritto nell’ambito dell’indicazione registrata, non ha effetto in una certa percentuale di casi. Esempio: le terapie oncologiche sono mediamente efficaci nel ~65% dei pazienti, inefficaci nel restante ~35%.
⚠️ Indicazioni del docente
Distinguere il fallimento terapeutico (tipo F) dall’errore non è immediato: va escluso prima un errore di medicazione o di prescrizione. Esempi citati: non compliance del paziente (litio non assunto, smascherato dal dosaggio ematico pari a zero → non è fallimento ma mancata assunzione); prescrizione antibiotica a dose iniziale poi ridotta (errore di prescrizione: la terapia antibiotica va a dosi massimali, scendere sotto soglia risveglia il focolaio); sospensione brusca di steroidi cronici (rischio di crisi cortico-surrenalica per soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene).
🔗 Collegamenti
- Reazioni Avverse di Tipo A (augmented) — 📋 approfondimento tipo A
- Reazioni Avverse di Tipo B (bizzarre) — 📋 approfondimento tipo B
- Reazioni Avverse di Tipo C (croniche) — 📋 approfondimento tipo C
- Reazioni Avverse di Tipo D (ritardate) — 📋 approfondimento tipo D
- Reazioni Avverse di Tipo E (End of Use) — 📋 approfondimento tipo E
- Reazioni Avverse di Tipo F (fallimento terapeutico) — 📋 approfondimento tipo F
- Farmacovigilanza — 🔗 sistema di raccolta e classificazione delle reazioni avverse
- Evento Avverso e Reazione Avversa — 📋 definizioni di base
- Reazione Avversa Grave — 🔗 criterio di gravità trasversale alle categorie
- Errori di Terapia (prescrizione e medicazione) — 🔄 da escludere prima di parlare di tipo F