Reazioni Avverse di Tipo C (croniche)

Le reazioni avverse di tipo C sono croniche, legate all’assunzione continuativa di un farmaco. Le condizioni che provocano col tempo si stabilizzano.

Esempi

  • FANS: determinano nefropatia da FANS, una nefropatia interstiziale (vedi Tossicità Renale dei FANS).
  • corticosteroidi: associati a numerose reazioni avverse croniche — osteoporosi, iperglicemia fino al diabete, perdita di massa muscolare, ritenzione di sodio e liquidi, ipertensione. Il desametasone è il caso peggiore per l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, per l’emivita biologica lunghissima e l’assenza di attività mineralcorticoide che ne fa dimenticare la potenza.
  • Antipsicotici: hanno come bersaglio il recettore D2 della dopamina, lo stesso implicato nella patogenesi del Parkinson. Bloccandolo, inducono una forma transiente e iatrogena di parkinsonismo: il quadro è sovrapponibile a quello del Parkinson vero (dove invece sono i livelli di dopamina della sostanza nera a scendere). Compaiono in tutti i pazienti discinesie, movimenti corio-atetosici, ballismo (movimenti “balistici” del braccio, violenti e rapidi) e acinesia; nei soggetti con Parkinson già presente ne aumentano la suscettibilità. → Il rischio dipende da quanto e per quanto tempo il farmaco occupa il D2: gli antipsicotici tipici lo saturano oltre l’80% e sono i peggiori; fra gli atipici la clozapina occupa il D2 solo al 20-60% e se ne stacca in fretta, ed è per questo l’unico antipsicotico che non dà parkinsonismo iatrogeno — l’unico utilizzabile nella psicosi del paziente già parkinsoniano. Che poi sia il farmaco con l’agranulocitosi è il prezzo dello scambio.
  • Ciclosporina (immunosoppressore antirigetto, vedi Inibitori della calcineurina (ciclosporina, tacrolimus)): è nefrotossica, quindi paradossalmente può danneggiare lo stesso organo trapiantato che protegge dall’azione immunitaria; può determinare microangiopatia cronica.

Epidemiologia

Sono infrequenti nella popolazione generale, ma più frequenti nella popolazione specifica che assume questi farmaci in modo cronico (es. pazienti reumatologici come gli artritici reumatoidi in terapia con FANS o steroidi).

Gestione

Sono prevedibili e prevenibili: si usa la dose minima efficace e si preferiscono, quando disponibili, alternative terapeutiche meno dannose. Se non si può sospendere il farmaco necessario, si ricorre a terapie di supporto per contrastare le comorbidità indotte (il paradosso di curare con un secondo farmaco il danno del primo):

Gli steroidi restano farmaci portentosi, capaci di risolvere rapidamente infiammazione e sintomatologia, ma alla lunga le reazioni avverse correlate fanno scadere la qualità di vita.

🔗 Collegamenti