Reazioni Avverse di Tipo D (ritardate)

Le reazioni avverse di tipo D (ADR, Adverse Drug Reactions ritardate) compaiono dopo un intervallo di tempo dalla sospensione del farmaco, anche anni dopo. Comprendono manifestazioni oncologiche e teratogene.

Teratogenesi

Molti farmaci assunti in gravidanza possono danneggiare l’embrione. Talvolta vengono presi per necessità, oppure perché la donna non sa di essere incinta. Esempi:

  • Talidomide: antiemetico e blando sedativo, somministrato a donne in gravidanza per disturbi del sonno o ansia; provoca focomelia. Era considerato sicuro perché la sperimentazione preclinica era stata condotta male: studiato nel ratto (resistente all’effetto teratogeno) e non nel coniglio (sensibile), per cui l’effetto non emerse. Si usa ancora nel mieloma multiplo.
  • Tetracicline: antibiotici per infezioni cutanee, acne giovanile, colonizzazioni streptococciche; oggi la molecola di riferimento della classe è la doxiciclina. In gravidanza causano amelodisplasia (disturbo dell’organo dello smalto): i bambini sviluppano denti bruni, discolorati, con smalto sottile. Il meccanismo è lo stesso della loro nota interazione con il latte — le tetracicline chelano il calcio, e si depositano nei tessuti che lo stanno calcificando: denti e osso in crescita.
  • Carbamazepina (antiepilettico): raramente associata a labiopalatoschisi e microcefalia; il rischio di spina bifida è dello ~0,5-1%.
  • Acido valproico (stabilizzante dell’umore): può dare spina bifida. È il più teratogeno degli antiepilettici, e l’unico il cui danno non si esaurisce nella malformazione: l’esposizione in utero comporta anche un rischio elevato di deficit cognitivo e disturbi del neurosviluppo, che si manifestano anni dopo la nascita — la reazione ritardata nella sua forma più pura.

Esiste una lunga lista di farmaci a rischio teratogeno, ma i dati sono sparsi: uno studio clinico non sarebbe etico, quindi ci si basa su modelli animali o su case records (segnalazioni aneddotiche del medico curante, parte della Farmacovigilanza). Spesso si sospetta un rischio senza poterlo quantificare, e il foglietto illustrativo si limita a sconsigliare l’uso in gravidanza.

A volte il farmaco va somministrato comunque nonostante la controindicazione: è il caso citato di una giovane gravida con tumore del polmone, in cui non trattare avrebbe ucciso madre e figlio e il parto anticipato non era possibile; il medico è andato contro la controindicazione (basata su modelli murini/in vitro) e la bambina è nata sana, esperienza poi segnalata in letteratura.

Caratteristiche e gestione

  • Non comuni, ma comunemente gravi e disabilitanti (teratogenesi, morte).
  • Prevenibili scegliendo farmaci più sicuri, grazie alle scarse ma sufficienti informazioni sui livelli di rischio: il rischio è quindi gestibile. Per i teratogeni maggiori la prevenzione è stata istituzionalizzata: talidomide e acido valproico hanno un programma di prevenzione della gravidanza imposto dall’EMA — test, doppia contraccezione, prescrizione a validità limitata — che è parte della registrazione del farmaco, non un consiglio.
  • In alcuni casi sono inevitabili: nella patologia neoplastica del bambino la chemioterapia è l’ultima scelta, e il rischio di un secondo tumore in età avanzata va corso (vedi Farmaci nell’Età Evolutiva (Criticità)).
  • Sono irreversibili (una labiopalatoschisi, una focomelia non si correggono).
  • Non esiste un trattamento specifico: è una caratteristica intrinseca di questo tipo di reazione.

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