Reazioni Idiosincrasiche

L’idiosincrasia è una reazione avversa di suscettibilità individuale, imprevedibile, che può causare un danno di proporzioni rilevanti. È uno dei tre sottotipi delle Reazioni Avverse di Tipo B (bizzarre) (accanto alle patologie indotte da farmaci e alle reazioni da ipersensibilità). Si ritiene abbiano una base dismetabolica, spesso un deficit enzimatico geneticamente determinato che impedisce il corretto smaltimento del farmaco, anche se il meccanismo non è del tutto chiarito.

In questi casi ridurre la dose non previene la reazione: anche una piccola quantità di farmaco, scontrandosi con il quadro metabolico particolare del soggetto, scatena la tossicità.

Esempi

  • Cloramfenicolo (vecchio antibiotico): in rari casi provoca anemia aplastica, cioè un deficit grave della serie eritroide, con deplezione degli eritroblasti nel midollo.
  • Clozapina (antipsicotico usato nelle forme schizoidi dissociative): associata ad aplasia della serie neutrofila, cioè neutropenia grave, con conseguente rischio infettivo e possibile shock settico.
  • Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (favismo): in seguito all’assunzione di particolari farmaci (es. un FANS) o altre sostanze si verificano crisi emolitiche gravi, apparentemente non correlate al farmaco. Il farmaco aumenta lo stress ossidativo; questo irrigidisce le membrane degli eritrociti, che non riescono più ad adattarsi al calibro delle piccole arteriole e si rompono, dando la crisi emolitica.
  • Ipertermia maligna: alla somministrazione di anestetici generali inalatori (gas anestetici) la temperatura corporea si impenna fino a ~41 °C. L’anestetico provoca la fuoriuscita di calcio dal reticolo sarcoplasmatico delle cellule muscolari; il calcio attiva numerosi effetti metabolici, primo fra tutti la contrazione: ne deriva un’attivazione generalizzata di tutti i muscoli con elevato reclutamento del metabolismo mitocondriale e aumento della temperatura. Può causare rottura delle fibrille muscolari con fuoriuscita di mioglobina, che filtrata dal rene precipita causando insufficienza renale; può portare a shock e morte. Esiste un antidoto. La base genetica è nota: una mutazione del recettore della rianodina, sul reticolo sarcoplasmatico, che innesca il rilascio del calcio.
  • Deficit di DPD (diidro-pirimidina deidrogenasi): l’enzima metabolizza il 5-fluorouracile, antitumorale molto usato nei tumori del colon. Se l’enzima è geneticamente deficitario il farmaco si accumula nel sangue dando tossicità intrattabile (neutropenia, anemia grave, mucosite, diarrea, morte). Il farmaco non può essere usato senza un previo screening genetico del gene.
  • Deficit di UGT (uridina-glucuronil-transferasi): l’enzima trasferisce un gruppo glucuronide alla bilirubina o a un farmaco, passaggio necessario per la detossificazione. Somministrando irinotecano (chemioterapico) a un paziente con questo deficit, il farmaco si accumula dando tossicità midollare e gastroenterica (nausea, vomito, diarrea, rischio di morte).

Gestione

Come per tutte le reazioni di tipo B, il farmaco va sospeso, con eventuali terapie di supporto. Per alcuni casi (deficit di DPD, ipertermia maligna) è possibile uno screening genetico preventivo prima di somministrare il farmaco.

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