Errori di Terapia (prescrizione e medicazione)

Distinti dalle reazioni avverse, gli errori di terapia sono fonti di danno legate all’attività medico-infermieristica. Vanno ridotti al minimo per la loro rilevanza clinica e per la responsabilità medico-legale che comportano. Si distinguono in due tipi.

Errore di prescrizione

Il medico prescrive un farmaco non idoneo per quel paziente. Caso tipico: un farmaco adatto alla patologia ma somministrato a dose non adattata a una ridotta funzionalità d’organo (insufficienza renale o epatica). In presenza di un deficit d’organo la dose va in genere ridotta; se il paziente assume la dose piena e sviluppa tossicità, si configura un errore di prescrizione. Altri esempi di attitudine prescrittiva errata: iniziare un antibiotico a una dose poi ridotta (la terapia antibiotica va a dosi massimali, scendere sotto soglia risveglia il focolaio infettivo); sospendere bruscamente uno steroide cronico (rischio di crisi cortico-surrenalica).

Errore di medicazione

Errore di somministrazione del farmaco, soprattutto nella dose. Riguarda in particolare la trascrizione e la lettura del dosaggio (oggi mitigate dalla trascrizione elettronica). Esempi:

  • Lettura di “100” come “1000” (es. uno 0 confuso con una “O” accanto), con somministrazione di una dose 10 volte superiore — potenzialmente letale con un antitumorale.
  • Confusione tra unità di dosaggio diverse: mg/m² (superficie corporea) letti come mg/kg (peso corporeo), che danno dosi finali molto diverse.
  • Errore di assunzione da parte del paziente (es. dose doppia o tripla): innocuo con farmaci a indice terapeutico ampio, pericoloso con farmaci tossici come gli antitumorali.

⚠️ Indicazioni del docente

Massima attenzione: rileggere più volte la prescrizione (compito soprattutto infermieristico, ma anche del medico). Mai prescrivere o autorizzare un farmaco per telefono a un paziente non noto, di cui non si conoscono terapia di base e patologie. La fretta è la principale fonte di questi errori.

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