Errori di Terapia (prescrizione e medicazione)
Distinti dalle reazioni avverse, gli errori di terapia sono fonti di danno legate all’attività medico-infermieristica. Vanno ridotti al minimo per la loro rilevanza clinica e per la responsabilità medico-legale che comportano. Si distinguono in due tipi.
«The Swiss cheese model of accident causation illustrates that, although many layers of defense lie between hazards and accidents, there are flaws in each layer that can allow the accident to occur» — il modello a fette di groviera della causazione degli incidenti: fra il pericolo e il danno esistono molti strati di difesa, ma ogni strato ha dei buchi, e quando i buchi si allineano l’incidente si verifica. (Davidmack, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.)
È il modello di riferimento della sicurezza delle cure: l’errore di terapia quasi mai dipende da una sola persona. Prescrizione, trascrizione, allestimento, somministrazione e controllo sono altrettante barriere, ciascuna con le proprie falle — una grafia ambigua, un’unità di misura sottintesa, un turno di notte, la fretta. Il danno arriva al paziente quando i buchi si allineano. Ne discende la logica della prevenzione: non cercare il colpevole, ma aggiungere barriere (prescrizione elettronica, doppio controllo, dosi standardizzate).
Errore di prescrizione
Il medico prescrive un farmaco non idoneo per quel paziente. Caso tipico: un farmaco adatto alla patologia ma somministrato a dose non adattata a una ridotta funzionalità d’organo (insufficienza renale o epatica). In presenza di un deficit d’organo la dose va in genere ridotta — l’aggiustamento si fa sulla clearance, perché è lei a determinare l’esposizione a regime (vedi Eliminazione dei Farmaci); se il paziente assume la dose piena e sviluppa tossicità, si configura un errore di prescrizione. Sono particolarmente esposti i farmaci a eliminazione renale e indice terapeutico stretto: aminoglicosidi, digossina, metotrexato. Altri esempi di attitudine prescrittiva errata: iniziare un antibiotico a una dose poi ridotta (la terapia antibiotica va a dosi massimali, scendere sotto soglia risveglia il focolaio infettivo — vedi Mutant Selection Window e Dosaggio Corretto degli Antibiotici); sospendere bruscamente uno steroide cronico (rischio di crisi cortico-surrenalica).
Errore di medicazione
Errore di somministrazione del farmaco, soprattutto nella dose. Riguarda in particolare la trascrizione e la lettura del dosaggio (oggi mitigate dalla trascrizione elettronica). Esempi:
- Lettura di “100” come “1000” (es. uno 0 confuso con una “O” accanto), con somministrazione di una dose 10 volte superiore — potenzialmente letale con un antitumorale.
- Confusione tra unità di dosaggio diverse: mg/m² (superficie corporea) letti come mg/kg (peso corporeo), che danno dosi finali molto diverse.
- Confusione tra ritmi di somministrazione: il metotrexato è l’errore-sentinella della categoria — nell’artrite reumatoide si dà una volta a settimana, e assumerlo giornalmente per un fraintendimento porta a mucosite, aplasia midollare e morte. Il farmaco è corretto, la dose singola è corretta, sbagliato è l’intervallo.
- Errore di assunzione da parte del paziente (es. dose doppia o tripla): innocuo con farmaci a indice terapeutico ampio, pericoloso con farmaci tossici come gli antitumorali.
⚠️ Indicazioni del docente
Massima attenzione: rileggere più volte la prescrizione (compito soprattutto infermieristico, ma anche del medico). Mai prescrivere o autorizzare un farmaco per telefono a un paziente non noto, di cui non si conoscono terapia di base e patologie. La fretta è la principale fonte di questi errori.
🔗 Collegamenti
- Evento Avverso e Reazione Avversa — 🔄 fonte di danno distinta dalla reazione avversa
- Classificazione delle Reazioni Avverse (ABCDEF) — 🔄 da escludere prima di diagnosticare un fallimento terapeutico (tipo F)