Reazioni Avverse di Tipo F (fallimento terapeutico)

Le reazioni avverse di tipo F (Failure) sono legate al fallimento terapeutico, cioè all’inefficacia del trattamento farmacologico.

Contesti tipici

Riconoscimento

Mancano strumenti per individuare in anticipo il fallimento, salvo pochi casi — e mai nelle terapie oncologiche. Nelle terapie antibiotiche esiste l’antibiogramma, che misura la MIC e identifica il ceppo resistente in modo semplice, ma si esegue all’inizio della terapia, non durante: si comincia la terapia su un ceppo sensibile e, se dopo una settimana il paziente migliorato si aggrava per la sovrapposizione di un ceppo resistente, lo si può solo diagnosticare alla ricaduta, non prevenire.

Un secondo tipo di fallimento è invece prevedibile in anticipo, e su base genetica: sono i profarmaci che il paziente non riesce ad attivare. Il clopidogrel nel metabolizzatore lento per CYP2C19 e la codeina in chi non converte a morfina non hanno alcun effetto, pur essendo assunti correttamente. Qui il genotipo permette di sapere prima chi non risponderà (vedi Variabilità della Risposta Farmacologica).

Gravità e gestione

La gravità dipende dalla underground disease (malattia sottostante): il fallimento di una terapia antibiotica comporta l’espansione del germe e si può passare a un’altra terapia; il fallimento di una terapia antitumorale è invece molto grave. Il management consiste nel cambiare trattamento, introducendo farmaci con maggiore probabilità di efficacia.

⚠️ Indicazioni del docente

Prima di parlare di tipo F va escluso un errore di prescrizione o di medicazione (es. mancata assunzione del farmaco, dosaggio sbagliato).

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