Vedolizumab
Scheda-farmaco — l'anti-integrina intestino-selettiva, il contraltare del
natalizumab descritto nella nota madre. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.
Classe: anticorpo monoclonale umanizzato IgG1 anti-integrina α4β7 · ATC: L04AG05 · Nome commerciale (IT): Entyvio
Perché questa molecola
Perché è la dimostrazione clinica che la selettività d’organo esiste, ed è il modo migliore per capire che cosa fa davvero il natalizumab.
Le due molecole applicano lo stesso principio — bloccare l’adesione dei leucociti all’endotelio per impedirne l’homing — ma su due integrine diverse, e la differenza decide tutto:
| Natalizumab | Vedolizumab | |
|---|---|---|
| Bersaglio | subunità α4 → blocca α4β1 (VLA-4) e α4β7 | solo α4β7, la coppia intera |
| Ligando endoteliale bloccato | VCAM-1 (barriera ematoencefalica) e MAdCAM-1 | MAdCAM-1, espresso solo nell’endotelio intestinale |
| Organo protetto | SNC | intestino |
| Sorveglianza immunitaria del SNC | ⚠️ compromessa | conservata |
| PML | ⚠️ rischio noto e stratificato con l’anti-JCV | nessun caso confermato in oltre un decennio |
Il vedolizumab lega la coppia α4β7 assemblata, non la singola subunità α4: è per questo che non tocca l’α4β1 e non interferisce con il traffico linfocitario cerebrale. Il risultato è un immunosoppressore che agisce solo dove serve — l’esempio di gut-selectivity più citato in farmacologia — e che per questo ha un profilo infettivologico sistemico paragonabile al placebo.
Il prezzo di questa selettività è la lentezza: l’effetto compare in settimane, non in giorni, perché non spegne l’infiammazione in atto ma impedisce il rifornimento di nuove cellule. Nelle riacutizzazioni gravi serve altro per coprire l’intervallo.
Struttura
Struttura cristallografica della testa dell’integrina α4β7 in complesso con il frammento Fab ACT-1 — PDB 3V4P, “crystal structure of a4b7 headpiece complexed with Fab ACT-1”. ACT-1 è l’anticorpo murino da cui deriva, per umanizzazione, il vedolizumab.
IgG1 umanizzata di ~147 kDa. L’epitopo si trova all’interfaccia fra le due subunità α4 e β7: esiste solo quando le due catene sono appaiate, e questo spiega da solo la selettività. Un anticorpo che riconosca la sola α4 non può distinguere α4β1 da α4β7; uno che riconosca l’interfaccia sì.
Farmacodinamica
Catena d’azione: vedolizumab → lega l’integrina α4β7 sui linfociti T memoria gut-homing → l’integrina non può agganciare MAdCAM-1 sulle venule dell’endotelio intestinale → il linfocita non rotola, non aderisce e non extravasa → cessa il reclutamento nella lamina propria → l’infiammazione mucosale si esaurisce e la barriera si ripara.
flowchart TD A["VEDOLIZUMAB"] --> B["lega l'integrina α4β7<br/>(epitopo all'interfaccia delle due subunità)"] B --> C["❌ nessun aggancio a MAdCAM-1"] D["MAdCAM-1 — espresso SOLO<br/>sull'endotelio delle venule intestinali"] --> C C --> E["il linfocita T memoria gut-homing<br/>non aderisce e non extravasa"] E --> F["↓ reclutamento nella lamina propria"] F --> G["✅ guarigione della mucosa nel Crohn<br/>e nella colite ulcerosa"] H["integrina α4β1 (VLA-4) → VCAM-1<br/>barriera ematoencefalica"] -.->|"NON legata dal vedolizumab"| B H --> I["✅ sorveglianza immunitaria del SNC conservata<br/>→ nessun caso confermato di PML"] J["NATALIZUMAB — lega la subunità α4"] -.->|"blocca anche α4β1"| H J -.-> L["⚠️ rischio di PML"]
Farmacocinetica
- Endovenosa in infusione di 30 minuti; esiste una formulazione sottocutanea per il mantenimento (108 mg ogni 2 settimane).
- Emivita ~25 giorni → mantenimento ogni 8 settimane.
- Catabolismo proteolitico; nessun coinvolgimento dei CYP.
- La clearance aumenta con bassa albumina, alto peso corporeo e presenza di ADA — situazioni in cui può servire intensificare a ogni 4 settimane.
- Immunogenicità bassa (ADA persistenti ~1 %).
Posologia e monitoraggio
- Induzione: 300 mg e.v. alle settimane 0, 2 e 6; mantenimento 300 mg ogni 8 settimane (intensificabile a 4). In alternativa, passaggio al sottocutaneo dopo le prime due infusioni.
- Nel Crohn può servire una dose aggiuntiva alla settimana 10 prima di dichiarare il fallimento: la risposta è lenta.
- ⚠️ Prima di iniziare: screening per tubercolosi e per le epatiti come per tutti i biologici; aggiornamento vaccinale.
- Monitoraggio: clinico e biochimico di malattia (PCR, calprotectina fecale, endoscopia). Non richiede esami di sicurezza dedicati — e in particolare non richiede la stratificazione anti-JCV che il natalizumab impone.
Tossicità
Il profilo più favorevole fra i biologici del cluster:
- Rinofaringite, cefalea, artralgie — comuni e banali.
- Infezioni delle vie respiratorie superiori; le infezioni gravi sistemiche non risultano aumentate rispetto al placebo negli studi registrativi.
- Reazioni correlate all’infusione, rare e lievi.
- Infezioni gastrointestinali — è l’unico eccesso plausibile, coerente con il meccanismo: si riduce la sorveglianza immunitaria proprio nell’intestino.
- ⚠️ Nessun caso confermato di PML dopo più di un decennio di sorveglianza post-marketing: è il dato che lo distingue dal natalizumab e va ricordato come tale.
- Epatotossicità rara.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: infezione grave in atto (tubercolosi, sepsi, listeriosi), ipersensibilità.
- Gruppi speciali: gravidanza → dati rassicuranti in accumulo, spesso proseguito nelle IBD attive dove il rischio della malattia non controllata supera quello del farmaco; allattamento consentito; nessun aggiustamento renale o epatico.
- Interazioni rilevanti: vaccini vivi controindicati per via sistemica; il vaccino orale contro il colera e altri vaccini mucosali danno risposta ridotta (l’immunità mucosale è esattamente ciò che il farmaco attenua). Non associare ad altri biologici.
- Antidoto: non esiste; l’effetto si esaurisce in alcuni mesi.
Posto in terapia
Morbo di Crohn e colite ulcerosa da moderati a severi, sia dopo fallimento degli anti-TNF sia come prima linea biologica — scelta preferita nell’anziano, nel paziente fragile, con storia di neoplasia o ad alto rischio infettivo, proprio perché non deprime l’immunità sistemica. Il limite è la lentezza d’azione, che ne sconsiglia l’uso in monoterapia nelle riacutizzazioni severe. Fuori dalle IBD è usato off-label nella GvHD intestinale. In commercio in Italia.
🔗 Compare in
- Natalizumab (blocco adesione e homing) — la nota di classe: stessa strategia, integrina e organo diversi.
- Farmaci Immunosoppressori — meccanismo 7 (blocco di adesione e homing).
Fonti: PDB 3V4P (struttura della testa di α4β7 con il Fab ACT-1, anticorpo parentale del vedolizumab); EMA SmPC Entyvio e DailyMed SPL (schema 0-2-6 e mantenimento, formulazione sottocutanea, emivita, assenza di casi confermati di PML, ridotta risposta ai vaccini mucosali); studi GEMINI I e II per efficacia e posto in terapia; sbobina 21 per l’inquadramento del blocco dell’adesione. Consultate il 2026-08-14.