Sindrome di Marfan
La sindrome di Marfan è una grave patologia sistemica del tessuto connettivo a trasmissione autosomica dominante. Colpisce diversi organi e apparati a causa dell’alterazione delle proprietà elastiche della matrice extracellulare.
Eziopatogenesi e Meccanismo Molecolare
La sindrome è causata da mutazioni nel gene che codifica per la fibrillina, una glicoproteina strutturale secreta dai fibroblasti, che costituisce la componente essenziale delle microfibrille della matrice extracellulare (essenziali per l’ancoraggio e il supporto delle fibre elastiche):
- Mutazione Negativa Dominante (Dominante Negativa): La proteina mutata non solo perde la propria funzionalità, ma interagisce negativamente con le catene polimeriche di fibrillina wild-type prodotte dall’allele sano, impedendo il corretto assemblaggio e compromettendo l’integrità strutturale dell’intera rete microfibrillare.
(Integrazione da: sbobina 15)
- Letalità dell’Omozigosi Dominante: La sindrome di Marfan è una patologia rara e, in analogia con altre condizioni dominanti ereditate, la condizione di omozigosi per l’allele mutato (
MM) è estremamente grave ed incompatibile con la vita, esitando in letalità precoce (in utero o nei primi mesi di vita). I pazienti affetti che sopravvivono e si riproducono sono pertanto esclusivamente eterozigoti (Mm).
Quadro Clinico
La patologia presenta un forte carattere pleiotropico, con manifestazioni cliniche a carico di più sistemi fisiologici:
1. Apparato Scheletrico
I soggetti presentano anomalie scheletriche dovute all’accrescimento eccessivo delle ossa lunghe:
- Statura molto elevata e corporatura longilinea/magra.
- Aracnodattilia: Dita delle mani e dei piedi eccezionalmente lunghe e sottili, associate a polsi stretti.
- Dismorfismi Sternali: Sterno depresso (petto escavato) o sporgente (petto carenato).
- Alterazioni della Colonna: Sviluppo frequente di scoliosi.
- Alterazioni Craniofacciali: Malocclusione mandibolare.
2. Sistema Nervoso
- Ectasia della Dura Madre: Rilassamento e dilatazione della guaina durale che avvolge il midollo spinale, localizzata prevalentemente a livello lombo-sacrale.
3. Apparato Visivo
- Dislocazione della lente oculare (cristallino) dovuta all’allentamento delle fibre zonulari (costituite da fibrillina) che la tengono in sede.
- Sviluppo di miopia grave.
4. Apparato Respiratorio
- Predisposizione all’insorgenza di pneumotorace spontaneo (ingresso di aria nello spazio pleurico con conseguente collasso del polmone), in particolare durante l’età giovanile, con tendenza alla recidiva.
5. Apparato Cardiovascolare
Rappresenta l’area di maggiore criticità clinica e richiede un monitoraggio cardiologico costante (ecocardiografia periodica):
- Aneurisma dell’Aorta: La fragilità del tessuto connettivo della parete arteriosa (tonaca media) favorisce la progressiva dilatazione dell’aorta.
- Dissezione Aortica: Esiste un rischio elevato che la tonaca media muscolare si distacchi dall’endotelio interno (dissezione), portando a rottura del vaso e morte improvvisa per shock emorragico nel giro di poche ore. Richiede un intervento chirurgico tempestivo d’emergenza.
Terapia
In aggiunta al monitoraggio cardiologico e alla chirurgia vascolare d’urgenza, l’approccio terapeutico farmacologico moderno si basa sulla comprensione del pathway biochimico alterato:
- Inibizione del pathway di TGF-β: Le mutazioni a carico della fibrillina provocano un’iperattivazione (iperaccelerazione) della via di segnalazione del TGF-β (Transforming Growth Factor beta). L’utilizzo di farmaci antagonisti o inibitori di questo pathway riduce gli effetti deleteri della mutazione, rallentando la progressione della malattia e riducendo l’incidenza di aneurismi dell’aorta.
(Integrazione da: sbobina 18)
🔗 Collegamenti
- Ereditarietà Autosomica Dominante — 📋 fa parte di
- Albero Genealogico — 🔬 reperto diagnostico