Alterazioni Linfocitarie nell’Immunosenescenza

Gli studi più recenti sull’immunosenescenza si concentrano sull’alterazione dei sottotipi cellulari del sistema immunitario, in particolare dei linfociti T.

Rapporto CD4/CD8

I linfociti CD8 citotossici resistono sempre più all’apoptosi, perché entrano in senescenza e diventano resistenti alla morte cellulare programmata; i CD4 non lo fanno. Con il tempo il rapporto CD4/CD8 si altera e diminuisce molto. Una riduzione significativa del rapporto CD4/CD8 è un importante campanello d’allarme (come nell’AIDS, dove l’infezione da HIV distrugge quasi completamente i CD4).

Memoria vs naïve

Aumentano le cellule della memoria CD45RO e diminuiscono le cellule naïve CD45RA. Per questo la risposta a nuovi insulti diventa meno efficace, mentre le numerose cellule della memoria possono causare risposte aberranti del sistema immunitario (es. autoimmunità).

Difetto qualitativo: CD28-

Nei linfociti T la presenza di CD28 è necessaria per la completa maturazione. In immunosenescenza aumentano i linfociti CD28-, non completamente differenziati/maturi: si tratta di un’alterazione qualitativa.

L’alterazione riguarda tutti i sottotipi cellulari (cellule dendritiche, granulociti, macrofagi e soprattutto linfociti). In alcuni casi le cellule aumentano in quantità, come gli NK, ma — non essendo adeguatamente attivate e differenziate — presentano difetti di funzionalità.

Pathway di senescenza dei linfociti T

Per un eventuale approccio terapeutico è necessario conoscere i pathway di senescenza:

  • p38: MAPK attiva solo se fosforilata; inibisce la TERT, componente catalitica della telomerasi, bloccando così l’allungamento dei telomeri e inducendo senescenza.
  • p53: attivata in risposta a stress cellulari, induce arresto permanente del ciclo cellulare (la cellula entra in senescenza) per prevenire la proliferazione di cellule danneggiate o a rischio di degenerazione neoplastica.

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