Antigeni Timo-dipendenti e Timo-indipendenti

La risposta immunitaria secondaria si verifica solo in presenza di antigeni proteici, perché dipende strettamente dalla produzione di citochine da parte dei linfociti T. Poiché i linfociti T riconoscono solo peptidi (non zuccheri, lipidi o altre strutture non proteiche), solo gli antigeni con almeno una componente proteica possono attivare la collaborazione B-T. Gli antigeni puramente polisaccaridici o lipidici non stimolano i linfociti T, quindi non generano risposta secondaria, né citochine, né class switching.

Antigeni timo-dipendenti

Circa il 99% degli antigeni possiede una componente proteica e attiva i linfociti T. Sono detti timo-dipendenti perché il loro riconoscimento dipende dalla collaborazione tra linfociti B e linfociti T (che maturano nel timo). Sono in grado di:

  • indurre sia la risposta primaria sia la risposta secondaria;
  • promuovere la produzione di citochine da parte delle T cellule;
  • attivare il class switching (da IgM ad altre classi: IgG, IgA, IgE);
  • generare cellule della memoria.

Le citochine guidano sia la trasformazione in plasmacellula (IL-2, IL-4, IL-5) sia lo switch di classe: IFN-γ → IgG; IL-5 e TGF-β → IgA; IL-4 → IgE. In assenza di citochine che inducano lo switch, le immunoglobuline restano IgM (risposta primaria).

Antigeni timo-indipendenti

Sono privi di componente proteica e non possono attivare i linfociti T. Stimolano direttamente i linfociti B tramite segnali forti di membrana, ma in assenza di citochine. Le conseguenze sono:

  • attivazione della sola risposta primaria;
  • produzione solo di IgM;
  • nessuna formazione di cellule della memoria;
  • risposta debole e più lenta.

Mancando la componente proteica, l’antigene non presenta epitopi capaci di attivare i linfociti T, e processi come class switch, maturazione dell’affinità e generazione della memoria — tutti dipendenti dalle citochine T — non avvengono.

Si dividono in due categorie:

  1. Timo-indipendenti autentici: principalmente polisaccaridi ripetitivi, come quelli delle capsule dei cocchi. A differenza degli attivatori policlonali, si legano direttamente a più anticorpi di superficie del linfocita B, attivandolo senza l’intervento dei linfociti T.
  2. Attivatori policlonali: stimolano in modo aspecifico un ampio numero di linfociti B.

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