Classificazione degli Allergeni

Gli allergeni si possono categorizzare secondo due principi complementari.

  • Per via di introduzione: utile soprattutto al medico che deve intervenire. Davanti a un soggetto in shock anafilattico interessa sapere da dove è entrato l’allergene per orientare la condotta, più che identificare la singola graminacea.
  • Per tipologia di molecola: consente di sapere in quali cibi/ambienti quella molecola è presente (es. un allergene tipico dei crostacei implica una via gastrointestinale).

La via d’ingresso non è sempre quella attesa: un allergene alimentare può entrare per via inalatoria (es. proteina del latte inalata come vapore). Inoltre la reazione attribuita a un alimento può in realtà essere diretta contro un conservante (es. quelli dei prodotti ittici), che può ritrovarsi anche in contesti del tutto diversi. Rientrano in questa categoria anche reazioni a veleni di insetti e a farmaci.

Apteni

L’aptene è una piccola molecola di per sé non immunogenica, che però, legata a una molecola carrier, ne aumenta molto l’immunogenicità. Applicazione: nei vaccini si possono legare chimicamente piccoli gruppi (apteni) all’antigene per potenziarne l’immunogenicità — non quella dell’aptene, ma quella del carrier. Dopo l’immunizzazione, risomministrando il solo aptene non si ha reazione, perché il sistema riconosce il complesso antigene-aptene, non l’aptene isolato.

Gli apteni possono essere:

  • Naturali: veleni vegetali come la poison ivy, la cui molecola, una volta metabolizzata, genera un aptene che aumenta l’immunogenicità di altre molecole.
  • Da farmaci (pro-apteni): il farmaco è una molecola grossa che, metabolizzata, libera cataboliti con funzione di aptene; questi si legano ad altre molecole aumentandone l’immunogenicità (es. potenziando un polline in un soggetto già prono).

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