Ipersensibilità di Tipo 4
Unica forma di ipersensibilità ritardata e l’unica mediata non da anticorpi ma da linfociti T. Non significa che gli anticorpi siano assenti, solo che non sono il fattore principale.
Antigeni e meccanismo effettore
I linfociti T riconoscono:
- un antigene solubile → reclutamento e attivazione di macrofagi;
- un antigene associato a cellule/matrici, non fagocitabile → citotossicità, con uccisione della cellula portatrice.
Il tratto comune degli esempi tipici (tubercolosi, reazioni a metalli depositati nei tessuti) è un antigene persistente che resta nel tessuto e, stimolando di continuo il sistema immunitario, tende a cronicizzare la reazione.
Granulomi
Quando non si riesce a fare la clearance dell’antigene, si reclutano macrofagi; se questi non degradano la materia abbastanza velocemente, si fondono tra loro formando macrocomplessi cellulari che isolano il patogeno in una capsula fibrotica. La formazione di granulomi è quindi tipica del tipo 4.
Test alla tubercolina

L’esposizione alla tubercolina è una reazione di ipersensibilità di tipo 4 indotta volontariamente. È il test tipico di chi lavora in sanità per verificare un pregresso contatto col patogeno: esponendo all’antigene, chi lo ha già incontrato (o ha ancora infiammazione attiva) sviluppa una reazione di ipersensibilità.
🔗 Collegamenti
- Ipersensibilità — 📋 fa parte di
- Linfociti T Citotossici (CTL) — 🔗 effettori della citotossicità
- Polarizzazione dei Macrofagi (M1-M2) — 🔗 macrofagi nella reazione e nei granulomi