Storia e Stigma dell’Epilessia
L’epilessia è una delle malattie più antiche conosciute dall’uomo.
Tappe storiche
- Codice di Hammurabi (assiro-babilonesi): l’epilessia era chiamata Bennu. Un articolo di legge prevedeva una sorta di garanzia sull’acquisto di uno schiavo: se questo sviluppava una crisi (Bennu) entro un ciclo lunare (circa un mese), si poteva riportarlo al mercante e ottenerne un altro in sostituzione; dopo un mese la “garanzia” terminava.
- Antichi Egizi: diversi papiri medici definivano l’epilessia con una simbologia traducibile come “pericolo inviato dagli dei”. Fin dall’antichità l’epilessia è stata considerata una malattia dello spirito o della psiche, con caratteristiche sovrannaturali.
- Ippocrate (IV secolo a.C.): primo medico a descriverla come la descriveremmo oggi, nel Trattato sulla Malattia Sacra (i Greci la chiamavano “malattia sacra”). Ippocrate scrive che non gli sembra più sacra di altre malattie: semplicemente se ne ignorano le cause, e di fronte a ciò che non si conosce si tende ad attribuirgli un’origine sovrannaturale, affidandosi a indovini, ciarlatani e stregoni anziché ai medici.
- Romani: la chiamavano malattia comiziale o malattia dei comizi. Se un cittadino aveva una crisi durante le assemblee di voto (comitia), era considerato un segnale sfavorevole della divinità e le elezioni venivano rimandate. Da qui i termini malattia comiziale e crisi comiziale, ancora usati in medicina. La dea che malediceva gli epilettici era Diana, dea della luna: per questo gli epilettici erano chiamati anche lunatici.
- Medioevo (fino all’inizio dell’Illuminismo): i pazienti epilettici erano considerati collaboratori o vittime delle forze demoniache; molti venivano bruciati sul rogo. L’epilessia compare nei testi dell’Inquisizione su esorcismi e stregoneria, non nei testi medici.
- Fine del 1700 – Daniel Tissot: medico svizzero, autore del Trattato sull’epilessia, primo riferimento di letteratura squisitamente medica. Senza farmaci a disposizione, riconosce cause scatenanti delle crisi: infezioni, mancanza di sonno, consumo di alcolici, digiuno (i traumi come causa di epilessia traumatica). Sono fattori in gran parte potenzialmente controllabili dal paziente, per cui Tissot dà indicazioni di stile di vita.
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- 1800 – John Hughlings Jackson: con questo neurologo inglese nasce l’epilettologia; descrive e sistematizza le varie crisi. Nei decenni successivi arrivano i primi farmaci (barbiturici), l’elettroencefalogramma e la chirurgia dell’epilessia.
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Personaggi famosi
- Giulio Cesare: il più famoso epilettico della storia, che ne parla egli stesso nei suoi scritti. Nel Giulio Cesare di Shakespeare i congiurati descrivono l’episodio in cui Cesare, dopo aver rifiutato la corona offertagli da Marco Antonio, cade al foro tra la folla con la bava alla bocca, incapace di parlare; Bruto commenta che Cesare soffre del “mal caduto” (the falling sickness), altro nome dell’epilessia.
- Dostoevskij: epilettico, descrive la propria crisi attraverso il protagonista de L’Idiota (vedi Crisi Focali).
Stigma
L’uomo conosce l’epilessia da oltre 5000 anni ma la conosce poco e ne è sempre stato spaventato: le crisi sono eventi improvvisi, spaventano i testimoni e “derubano” il paziente della propria coscienza, rendendolo impotente di fronte all’evento. Ne deriva un pregiudizio e uno stigma che persistono ancora oggi (anche a Milano nel XXI secolo si incontrano pazienti o famiglie che provano vergogna per la diagnosi o per aver avuto una crisi).
Lo stigma è spesso la principale causa di:
- ritiro sociale;
- difficoltà di inserimento nella scuola e nel lavoro.
Questo peggiora in modo significativo la qualità della vita: l’epilessia ha una dimensione non solo clinica ma anche sociale.
🔗 Collegamenti
- Epilessia — 📋 fa parte di
- Elettroencefalogramma (EEG) — 🔗 tappa storica
- Chirurgia dell’Epilessia — 🔗 tappa storica
- Crisi Focali — 🔗 descrizione di Dostoevskij