Elettroencefalogramma (EEG)
Principio
Esame diagnostico con cui si monitorano le crisi epilettiche, tramite elettrodi di superficie sullo scalpo. È possibile perché la corteccia è organizzata a strati: i corpi dei grandi neuroni piramidali stanno nello strato profondo (V strato), l’albero dendritico è rivolto verso la superficie e gli assoni verso l’interno del cervello.
L’EEG misura la differenza di potenziale tra albero dendritico e corpi cellulari. Non registra il potenziale d’azione lungo l’assone, ma la sommatoria dei potenziali post-sinaptici eccitatori e inibitori.
Confronto con l’ECG
Entrambi sono segnali bioelettrici, ma l’EEG differisce per:
- Ampiezza: registrato attraverso scalpo e scatola cranica, è dell’ordine dei microvolt (l’ECG dei millivolt).
- Organizzazione del segnale: il cuore attiva in sequenza fissa atri e ventricoli (onda P = attivazione atriale, QRS = attivazione ventricolare, T = ripolarizzazione ventricolare). Il cervello invece svolge più compiti contemporaneamente: regioni e neuroni diversi sono in stati di attivazione diversi, e la somma dei loro segnali è piccola, disorganizzata, di bassa ampiezza e alta frequenza. Più il cervello è impegnato, più il segnale è di questo tipo.
Ritmi
- Beta: ampiezza bassa, frequenza particolarmente elevata; soggetto attivamente impegnato (es. studente che prende appunti).
- Alfa: ritmo della veglia riposata; soggetto stanco, che non presta attenzione ma non dorme.
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- Theta: transizione verso il sonno, nel soggetto che si addormenta.
- Delta: onde ampie e lente del sonno profondo e del coma; compaiono anche dopo una crisi tonico-clonica, per la profonda iperpolarizzazione post-critica (vedi Crisi Tonico-Clonica Generalizzata).
Interpretazione nell’epilessia
Nel paziente epilettico, su questo segnale irregolare si inseriscono grafoelementi a punta/onda, più aguzzi e ampi, espressione di gruppi di neuroni che in quel momento scaricano in modo anomalo.
- Nelle Crisi di Assenza: EEG normale con comparsa improvvisa di attività a 3 Hz.
- In alcuni pazienti con crisi tonico-cloniche l’EEG è alterato già in fase intercritica.
Indicazioni e manovre di attivazione
Nella diagnosi di sindrome epilettica si esegue quasi sempre un EEG intercritico (è molto raro registrare una crisi), che può risultare normale. Per slatentizzare le anomalie si usano manovre di attivazione:
- stimolazione luminosa intermittente;
- iperventilazione;
- deprivazione di sonno.
(Integrazione da: sbobina 23)
EEG nel neonato
L’EEG del neonato non è strutturato come quello dell’adulto: il ritmo è più lento e di ampiezza minore, l’attività è spesso discontinua e varia molto tra sonno e veglia. Resta comunque distinguibile da un tracciato soppresso. Dettagli e monitoraggio con aEEG in EEG e aEEG Neonatale.
🔗 Collegamenti
- Diagnosi di Sindrome Epilettica — 🔬 dato strumentale
- Crisi di Assenza — 🔬 punta-onda a 3 Hz
- Crisi Tonico-Clonica Generalizzata — 🔬 onde delta post-critiche
- Stato di Male Epilettico — 🔬 monitoraggio del coma farmacologico
- Organizzazione Anatomo-Funzionale dell’Encefalo — 🔗 base anatomica
- EEG e aEEG Neonatale — 🔄 corrispettivo nel neonato