Diagnosi di Sindrome Epilettica

Principio

Per inquadrare la sindrome epilettica (vedi Classificazione delle Epilessie) si valutano con attenzione anamnesi, esame obiettivo e dati strumentali.

EEG di veglia interictale con attività disorganizzata e punte-onde di alto voltaggio, compatibile con ipsaritmia, in una lattante di 4 mesi con sindrome di West criptogenetica. Fonte: Wikimedia Commons (Ralphelg, CC BY-SA 3.0).

1. Anamnesi

  • Storia familiare: alcune epilessie sono familiari.
  • Età d’esordio: alcune sindromi sono età-specifiche.
  • Gravità e decorso delle crisi.
  • Fattori precipitanti:
    • iperventilazione, che slatentizza le Crisi di Assenza;
    • febbre;
    • epilessie riflesse, scatenate da stimoli specifici:
      • luci intermittenti → epilessie fotosensibili (es. camminando per strada tra zone di luce e ombra alternate);
      • stimolazione termica → la cosiddetta “epilessia da bagnetto”, notata spesso dai neogenitori quando il neonato ha una crisi durante il bagnetto caldo.
  • Tipologia delle crisi (vedi Classificazione delle Crisi Epilettiche).

2. Esame obiettivo

Valutare con l’obiettività neurologica la presenza di alterazioni del SNC (vedi Esame Obiettivo Neurologico).

3. Dati strumentali

  • EEG intercritico (tra una crisi e l’altra; è molto raro registrare una crisi), che può anche essere normale. Si possono usare manovre di attivazione: stimolazione luminosa intermittente, iperventilazione, deprivazione di sonno. → Elettroencefalogramma (EEG)
  • Neuroimaging: RM, esame fondamentale.

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