Alluce Valgo

Definizione

Deformità in cui l’asse longitudinale dell’alluce forma con l’asse longitudinale del primo metatarsale un angolo aperto all’esterno, tanto minore quanto maggiore è la deformità. Presenta vari gradi di gravità: dal primo grado fino al quarto, con l’incrocio del secondo dito sopra il primo.

Epidemiologia

Estremamente frequente, soprattutto con l’avanzare dell’età e nel sesso femminile: il 98% delle donne tra 50 e 60 anni ne soffre, ma non tutte vanno operate.

Caratteristiche

La deformità è progressiva e caratterizzata da:

  1. Sublussazione della metatarso-falangea del primo raggio (MF1) e, in misura minore e nelle deviazioni importanti, dell’interfalangea: la MF1 si sublussa, l’alluce devia in valgo e il primo metatarso in varo, aumentando l’angolo.
  2. Prominenza del primo metatarsale con borsiti dolorose da conflitto con le calzature.
  3. Deformità associate delle dita minori, molto dolorose.
  4. Metatarsalgia.

Eziologia

Alterazione dell’equilibrio statico e dinamico del piede: il piede “crolla” dopo prolungati sovraccarichi biomeccanici (es. nel piede piatto). La causa principale è l’equilibrio alterato per cui serve usare di più il primo raggio per la propulsione in avanti; può essere legato a deformità del piede o del ginocchio, a forme familiari, ecc.

Le calzature appuntite o con tacco eccessivo non sono la causa, ma rendono la deformità sintomatica e la peggiorano.

Patogenesi

Si instaurano contrattura dei flessori, primo metatarso e prima falange instabili e forze in torsione che dislocano la MTF1:

  • 1° metatarsale addotto, dorsiflesso e supinato;
  • alluce abdotto e pronato;
  • in generale, squilibrio rotatorio.

Trazionando in senso laterale come una corda, il flessore dell’alluce spiega la sublussazione dei sesamoidi con rotazione del primo metatarsale.

Quadro clinico

  • Borsite reattiva della borsa della prima metatarso-falangea.
  • Dolore: il nervo collaterale mediale dell’alluce è vicino alla borsa infiammata.
  • Secondo dito a martello che si sublussa sopra l’alluce: tipico delle fasi avanzate, è spesso il motivo per cui il paziente arriva dall’ortopedico, per il conflitto dorsale con la calzatura (vedi Dito a Martello del Piede).

Sintomatologia: dolori da conflitto con la calzatura, articolari (da artrosi) e da sovraccarico.

Caduta delle teste metatarsali e calli

Con l’alluce valgo il primo metatarsale diventa addotto e funzionalmente più corto: la struttura non è più lineare e si ha la caduta delle teste metatarsali. Il sovraccarico dà la formazione di un callo, zona di cute ispessita (ipercheratosica): è una protezione naturale della cute contro la frizione costante.

I calli non vanno rimossi: la rimozione ripetuta può portare all’occhio di pernice, in cui la cute non ricresce più. Va trattata la causa, cioè la caduta dei metatarsali: soletta che scarichi i metatarsali, evitare tacchi > 4 cm, ammorbidire i calli.

Deformità associate

  • Secondo dito a collo di cigno.
  • Secondo dito a martello totale o in griffe.
  • Secondo dito a martello distale.

Diagnosi

Sempre RX in carico: evidenzia e permette di quantificare la deviazione del primo metatarsale, la deviazione dell’alluce e la lussazione laterale dei sesamoidi. Valuta anche esostosi, deformità delle altre dita, varismo metatarsale.

Terapia

Il trattamento conservativo è inutile: i tutori venduti in farmacia non servono. Si opera solo se doloroso o se dà conflitto con la calzatura, non per rendere il piede esteticamente bello.

Chirurgia: osteotomia correttiva del primo metatarsale al di sotto della testa, eventualmente anche della base della prima falange con traslazione (osteotomia cuneiforme), riallineando il primo raggio. Interventi tradizionali o microinvasivi; tra i più noti l’intervento di Austin (osteotomia e riallineamento con vite).

Dopo l’intervento il paziente porta un tutore (Tallus) fino alla completa guarigione dell’osteotomia.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Il driver dell’intervento è il dolore o la limitazione funzionale. L’intervento preventivo in fase iniziale non è giustificato: la deformità tende a recidivare e l’invasività non è giustificata. Il solo motivo estetico è dibattuto ma tendenzialmente sconsigliato; può capitare che dopo l’intervento il paziente abbia più dolore di prima.

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