Piede Piatto

Definizione

Condizione molto comune caratterizzata dall’appiattimento della volta plantare mediale, associato a valgismo del retropiede (il tallone devia verso l’esterno). Il piattismo dipende dal rapporto tra astragalo (l’osso che trasmette il peso dalla tibia al piede) e calcagno (l’osso posteriore del piede, obliquo).

Funzione della volta plantare

Scarica adeguatamente le forze sul piede durante la deambulazione: quando si spinge per avanzare, la volta lavora come un arco elastico che si tende, si raddrizza e si piega.

Piattismo fisiologico

  • Fino a circa 8 anni tutti i bambini hanno un certo grado di piattismo fisiologico, perché la volta plantare non è ancora formata.
  • Valgismo e piattismo nei primi anni sono fisiologici perché aumentano la superficie d’appoggio e quindi la stabilità nella deambulazione. Per lo stesso motivo i bambini piccoli camminano a gambe divaricate e hanno un leggero valgismo delle ginocchia (vedi Deviazioni Assiali del Ginocchio (Varo e Valgo)).
  • Dopo gli 8-10 anni la volta si struttura, arcuandosi progressivamente fino a stabilizzarsi verso i 12-14 anni (con lievi differenze tra maschi e femmine). Oltre questa età si parla più spesso di piede piatto patologico.
  • Esistono però piedi gravemente piatti che non sono fisiologici nemmeno nel neonato.

Classificazione

Congenito (piede piatto del bambino)

  • Anomalie scheletriche: sinostosi tarsali, con astragalo e calcagno fusi nella posizione valga della nascita; crescendo il piede resta valgo, quindi piatto.
  • Posizione intrauterina: solitamente associata a oligoamnios; il feto “schiacciato” può restare bloccato con il piede in posizioni che determinano piattismo.
  • Iperlassità legamentosa, da collagenopatie.
  • Brevità del tendine d’Achille, spesso associata al piattismo.

Acquisito (piede piatto dell’adulto)

  • Idiopatico o essenziale: il più frequente, spesso da disfunzione del tendine tibiale posteriore (vedi Insufficienza del Tibiale Posteriore).
  • Neurogeno: le cause neurologiche causano però più spesso il Piede Cavo.
  • Traumatico: frattura dell’astragalo o del calcagno che guarisce in una posizione diversa.
  • Infiammatorio: legato ad artriti settiche (vedi Artrite Settica).
  • Distrofico.
  • Neoplastico: rarissimo; le neoplasie colpiscono più spesso le ossa lunghe e i bambini, e il coinvolgimento neoplastico determina la deformità.

Diagnosi

Esame obiettivo

  • Osservazione del piede in carico (mentre sostiene il peso corporeo).
  • Podoscopio: pedana con luce e specchio che mostra le aree d’appoggio plantare e permette di vedere se il piede è piatto, cavo, simmetrico.

  • Riducibilità: se in punta di piedi la volta si riforma e il piede diventa cavo, il piede piatto è riducibile, meno grave e con possibile miglioramento spontaneo. Se resta piatto (non riducibile) va sospettata una sinostosi o un’altra anomalia strutturale, e c’è poca speranza di miglioramento per la scarsa elasticità delle ossa. Un piede piatto riducibile a 7 anni ha invece buone probabilità di evolvere bene.

Classificazione di Villadot

Valuta il rapporto tra la parte più stretta dell’arco e la larghezza a livello delle teste metatarsali:

  • Normale: ½–⅓.
  • Grado I: < 1.
  • Grado II: scompare l’arco.
  • Grado III: > 1. È abbastanza grave: le ossa mediali del piede si spostano fino ad appoggiare completamente a terra.

Radiografia

Va eseguita sempre in carico, altrimenti la deformità può non essere evidente. Si misurano:

  • angolo plantare > 170° (normale 120-130°);
  • angolo di Meary > 4° a convessità inferiore (normale 0°);
  • angolo talo-calcaneare (angolo di Kite) > 35° (normale 15-20°).

Terapia

Alla nascita il neonatologo valuta le deformità dei piedi: le gravi vengono inviate all’ortopedico, le altre seguite nel tempo. Fino a 8 anni non si fa nulla.

Conservativa

  • Rinforzo muscolare.
  • Stretching del tendine d’Achille, spesso retratto.
  • Plantari: la letteratura non ne ha dimostrato l’efficacia, ma possono essere prescritti. Hanno un rilievo mediale che dà fastidio a ogni appoggio e induce una contrazione muscolare inconsapevole che dovrebbe correggere il piede.

Chirurgica

Indicata oltre i 9-10 anni nei casi persistenti, con facile stancabilità o dolorosi (rari; il dolore è più frequente nel piede cavo).

  • Artrorisi subtalare: inserimento di una piccola vite tra astragalo e calcagno che sostiene l’osso e rialza l’arco plantare. La vite può essere rimossa o restare per tutta la vita.

  • Allungamento del tendine d’Achille: negli interventi di correzione del piede valgo si allunga anche l’Achille con un taglio a Z; il tendine viene lievemente trazionato, scivola sulle proprie fibre e si allunga. Si applica un gesso per 3 settimane e alla guarigione il tendine resta allungato.

Perché operare il bambino

Il vero problema del piede piatto compare oltre i 50 anni: il piede ha lavorato male a lungo, le articolazioni si usurano e si sviluppa un’artrosi precoce (vedi Artrosi). La chirurgia nel bambino serve a ristabilire una biomeccanica corretta tra le ossa del piede.

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