Mal di Montagna

Quadro clinico da Ipossia di alta quota. Si distingue una forma acuta, da salita rapida, e una cronica, da permanenza stabile in quota.

Mal di montagna acuto

Salendo rapidamente in alta quota si va incontro a un’ipossia acuta. Sintomi comuni: nausea, mal di testa, insonnia.

Si verifica perché:

  • il corpo non fa in tempo ad attivare le risposte croniche (come l’aumento dei globuli rossi);
  • le risposte immediate (aumento di frequenza cardiaca e ventilazione) non bastano.

Complicanza grave: edema polmonare acuto non cardiogeno, non causato dal cuore ma dalla sofferenza delle cellule polmonari per l’ipossia → liquido nei polmoni → grave difficoltà respiratoria.

Mal di montagna cronico

Chi vive stabilmente sopra i 2500–4000 m sviluppa adattamenti cronici, ma anche problemi a lungo termine.

Adattamenti:

  • aumento continuo della produzione di globuli rossi → eritrocitosi;
  • maggiore emoglobina → sangue molto denso.

Problemi (legati all’iperviscosità):

  • ischemie, trombi, infarti;
  • labbra blu, vene dilatate, saturazione molto bassa;
  • difficoltà in gravidanza per le donne con sangue troppo denso.

Esempio estremo – La Rinconada (Perù): città abitata più in alto al mondo (~5100 m), popolata da minatori poveri in un ambiente tossico. Gli abitanti hanno ematocriti altissimi (es. 75% contro il normale ~45%) → sangue super-viscoso → rischio elevato di eventi vascolari.

Adattamenti genetici

  • I tibetani, che vivono ad alta quota, producono meno emoglobina grazie a una mutazione genetica: si adattano meglio e corrono meno rischi vascolari.
  • Studi sul DNA dei Neanderthal mostrano che alcune varianti genetiche favorevoli all’adattamento all’ipossia sono state trasmesse a noi.

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