Eritropoietina (EPO)

L’eritropoietina (EPO) è l’ormone che stimola il midollo osseo a produrre più globuli rossi, aumentando il trasporto di ossigeno. È il principale mediatore della risposta cronica all’Ipossia (vedi Risposte Sistemiche all’Ipossia). È prodotta dal rene.

Struttura e meccanismo d’azione

L’EPO è una glicoproteina (~165 aa) fortemente glicosilata: gli zuccheri ne prolungano l’emivita in circolo e sono indispensabili per l’attività (l’EPO non glicosilata viene degradata rapidamente).

  • Dove e quando è prodotta: dalle cellule interstiziali peritubulari del rene (in misura minore dal fegato). La sua sintesi è controllata da HIF: in ipossia HIF si stabilizza e attiva il gene dell’EPO → è il braccio renale del programma ipossico. Questo chiude il filo ipossia → HIF → EPO → eritropoiesi.
  • Via di segnale: l’EPO lega il proprio recettore (EPO-R) sui progenitori eritroidi del midollo; il recettore attiva la chinasi JAK2, che fosforila STAT5 (vedi Via JAK-STAT) → trascrizione di geni di sopravvivenza e proliferazione dei precursori → più globuli rossi maturi. Il ferro è il substrato necessario a valle (vedi Metabolismo del Ferro).

Impieghi clinici

  • Doping ematico → più globuli rossi = più ossigeno ai muscoli, ma aumenta il rischio di trombi.
  • Oncologia → dopo la chemioterapia, per stimolare la serie rossa.
  • Insufficienza renale → il rene non produce più EPO, che va quindi somministrata.
  • Allenamento in altura → l’ipossia da quota stimola naturalmente l’EPO → migliori prestazioni una volta scesi.

Doping ematico

Gli atleti usano EPO e ferro per aumentare i globuli rossi. Una pratica è l’autotrasfusione: si preleva il sangue settimane prima della gara (così l’organismo stimola l’EPO per rimpiazzare i globuli rossi persi) e lo si reinfonde poco prima della competizione, migliorando la performance.

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