Epatite A (HAV)
Microbiologia
Esistono 6 genotipi umani ma un unico sierotipo. Il numero di genotipi non ha significato in termini di profilassi attiva: un unico vaccino induce una risposta soprattutto umorale, con anticorpi che riconoscono qualsiasi ceppo e proteggono da qualsiasi tipologia di infezione (Vaccino anti-Epatite A).
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Dal punto di vista della sanità pubblica, l’esistenza dei genotipi permette di:
- ricostruire l’origine delle epidemie e risalire alla sorgente di infezione (Serbatoio e Sorgente di Infezione);
- sorvegliare l’infezione;
- ricostruire la catena del contagio (Catena Infettiva) e intervenire sulla sorgente, spegnendo un’epidemia piccola o grande.
Presentazione epidemiologica
L’infezione si presenta come casi sporadici intervallati da epidemie (es. epidemia di Shanghai del 1988, con oltre 300.000 persone coinvolte). I dati mondiali disponibili sono vecchi, non aggiornati dal WHO. Lo stesso andamento è atteso anche in Italia (Epatite A in Italia).
Decorso e complicanze
- Non cronicizza: non esiste lo stato di portatore cronico.
- Esiste una forma “relaxed” (inattiva), descritta nel 3–20% dei casi di epatite acuta.
- Complicanze importanti si verificano nelle superinfezioni in soggetti con problematiche epatiche preesistenti (virali e non) e nei soggetti immunocompromessi.
L’individuazione di queste categorie a rischio di complicanze gravi spiega il dato di mortalità (Epidemiologia delle Epatiti Virali).
Modalità di trasmissione
La via è feco-orale (Infezioni a Trasmissione Feco-Orale), con diverse modalità:
- Contatto interpersonale (25% di tutta la trasmissione): contatto con mani non lavate o lavate scorrettamente, quindi con materiale fecale. Frequente in età infantile, dove le condizioni igieniche non sono ottimali: i bambini diventano la principale sorgente di infezione. È la base del contagio intrafamiliare.
- Contatto MSM: non è trasmissione sessuale in senso stretto, ma comunque trasmissione feco-orale di materiale fecale.
- Uso di droghe: si sommano la scarsa igiene personale e la possibilità di trasmissione parenterale (scambio di sangue): nel suo ciclo vitale il virus passa in circolo per un brevissimo periodo, sufficiente a originare questa trasmissione.
- Trasfusioni di sangue ed emoderivati: negli anni ‘90 si sono verificate epidemie europee tra emofilici, perché sacche contenenti il virus erano entrate nel sangue destinato alla trasformazione e distribuite come prodotti per emofilici. Da allora tutto il sangue destinato alla trasformazione viene sottoposto a trattamenti che includono il calore per inattivare il virus.
- Viaggio internazionale: contatto con acque e alimenti contaminati, contatti personali e scarsa igiene in aree con diversa incidenza e prevalenza. Nei paesi a bassa endemia la contaminazione delle acque può essere un’efficace modalità di trasmissione, causa di ripetute epidemie anche in Italia.
Fattori di rischio
I fattori di rischio identificano i soggetti a rischio, in cui intervenire con misure di prevenzione; tra questi rientrano i conviventi di soggetti con infezione acuta da HAV.
- Scarse condizioni igienico-sanitarie.
- Mancanza di acqua potabile.
- Contaminazione di acque ricreative (piscine, centri acquatici).
- Uso di droghe ricreative.
- Vivere in una famiglia con una persona infetta.
- Essere partner sessuale di una persona con infezione acuta da HAV.
- Viaggiare in aree ad alta endemia senza essere immunizzati.
Incidenza e prevalenza nel mondo
L’incidenza mondiale mostra una discreta eterogeneità nella distribuzione dei valori.
La prevalenza si riferisce ai soggetti con sieroconversione ad anticorpi anti-HAV, segno di un contatto con il virus (Prevalenza e Incidenza). Permette di delineare zone a prevalenza elevata, intermedia e bassa, cioè una mappa del rischio di acquisire l’infezione.
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- Zone ad elevata prevalenza: l’infezione si acquisisce già in tenera età, conferendo protezione. I bambini sotto i 10 anni hanno una protezione quasi del 100% e non saranno più a rischio in età adulta, quando si hanno le maggiori complicazioni cliniche. Nei bambini la sintomatologia clinica è improbabile.
- Paesi a bassa/bassissima prevalenza (come l’Italia): intere coorti di età non hanno anticorpi e quindi protezione. Se si spostano verso zone a prevalenza intermedia o elevata sono a rischio: per questo il viaggio internazionale è un fattore da considerare.
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Gli studi sulla prevalenza dell’epatite A sono pochi e non recenti. Uno studio confronta campioni di popolazione del Nord e del Sud Italia: la protezione naturale acquisita è più evidente nei nati 1934–1948 (popolazione anziana). La distribuzione della prevalenza è diversa tra bambini/adolescenti e anziani, e tra bambini italiani e bambini con origini in aree ad elevata endemia (con protezione acquisita).
Questi dati sono alla base del Paradosso dell’Epatite A.
Controllo e prevenzione
- Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, sia collettive sia personali.
- Profilassi immunitaria:
- passiva con immunoglobuline, oggi non più utilizzata;
- attiva con vaccino, valida sia pre- sia post-esposizione → Vaccino anti-Epatite A.
🔗 Collegamenti
- Epidemiologia delle Epatiti Virali — 📋 fa parte di
- Infezioni a Trasmissione Feco-Orale — 🔗 via di trasmissione
- Paradosso dell’Epatite A — ⬇️ conseguenza della bassa prevalenza
- Epatite A in Italia — 📋 epidemiologia italiana
- Vaccino anti-Epatite A — 💊 prevenzione
- Epatite E (HEV) — 🔄 confronto (altra epatite enterica)
- Vaccinazioni del Viaggiatore Internazionale — 💊 viaggio come fattore di rischio
- Catena Infettiva — 🔗 ricostruzione della catena del contagio tramite genotipi