Trasporto dei Pazienti Fragili e Mappatura degli Stakeholder

Mezzo per il trasporto sanitario secondario dei pazienti (Volkswagen Crafter, patient transport ambulance). Fonte: Wikimedia Commons, «2022 Volkswagen Crafter Patient Transport Ambulance Medical Edge.jpg» (LuvsMG481; CC BY-SA 4.0).

Il problema

Nel modello hub and spoke del DM 77 un nodo critico è il trasporto dei pazienti fragili verso i centri hub.

Se un paziente cronico di Sondrio deve recarsi settimanalmente a Milano, la probabilità che abbandoni il follow-up è elevata: dopo due o tre accessi “inutili” (con esito positivo) smette di presentarsi e rientra nel sistema solo in emergenza, con costi enormemente più elevati per il Pronto Soccorso rispetto a un’assistenza domiciliare proattiva.

La soluzione: uscire dal perimetro sanitario

La soluzione non può essere interna al solo sistema sanitario. La mappatura degli stakeholder — volontariato, associazioni pazienti, enti locali, terzo settore — è indispensabile.

Un esempio internazionale: il principale ospedale di Lisbona ha stipulato un accordo con Uber per il trasporto dei pazienti, con pagamento condizionato alla puntualità all’appuntamento. Il principio è esportabile: accordi strutturati con associazioni di volontariato, con clausole chiare su compiti, responsabilità e monitoraggio delle attività.

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