Violenza a Danno degli Operatori Sanitari
Oggetto della Raccomandazione n°8 del Ministero della Salute (vedi Raccomandazioni Ministeriali).
Il problema
È uno degli eventi più gravi nelle strutture sanitarie ed è un problema in crescente aumento, soprattutto dopo il Covid:
- l’allungamento delle liste d’attesa e l’insufficienza numerica della medicina di base fanno del pronto soccorso l’unico punto di risposta ai problemi del paziente;
- il livello di violenza e intolleranza della popolazione è molto alto e i professionisti diventano la valvola di sfogo dei pazienti, soprattutto in PS.
Ogni ospedale sta organizzando corsi di formazione continua per il personale in prima linea.
Strategie di coping e de-escalation
I corsi riguardano operatori di pronto soccorso, ambulatori, sportelli amministrativi e segreterie. Obiettivo: riconoscere i segnali precoci di aggressività di pazienti e familiari e applicare tecniche di de-escalation (mantenere una distanza di sicurezza, evitare di innervosire il paziente).
Bisogna insegnare agli operatori quando conviene andarsene:
- mai stare in un angolo;
- mai affrontare le persone lontano dalle porte;
- attuare sistemi di de-escalation;
- a un certo punto, lasciare: quando la persona alza il tono della voce, alza le mani o si avvicina, non conviene né alzare la voce né cercare di farla ragionare, ma allontanarsi.
Esempio: nel pronto soccorso pediatrico la violenza sugli operatori è diminuita da quando ai genitori viene fornita un’informativa chiara su tempistiche e trattamento (es. perché il bambino deve restare in osservazione per un certo periodo).
Misure di sicurezza
Quando la de-escalation non funziona:
- evitare posizioni vulnerabili, come angoli senza via di fuga;
- pulsanti di emergenza: grandi pulsanti rossi per allertare immediatamente la sicurezza;
- servizio di guardia in prima linea al posto del triagista (ospedale di Novara);
- bodycam indossate da tutti gli operatori del PS e collegate alle forze dell’ordine, che trasmettono immagini e audio in tempo reale e fungono da deterrente (ospedale di Busto Arsizio). Sulle implicazioni per la riservatezza vedi Segreto Professionale e Privacy.
Non è sempre possibile estendere queste soluzioni a ogni paziente, ma le misure adottate in contesti specifici sono un passo importante. La violenza contro il personale sanitario resta un fenomeno sottovalutato che richiede azioni concrete.
Violenza sui pazienti vulnerabili
Bassi livelli di assistenza possono causare danni ai pazienti: anziani legati e maltrattati, pazienti soggette a violenza in alcune strutture (evento sentinella “violenza su paziente ricoverato”, vedi Eventi Sentinella).
(Integrazione da: sbobina 18)
Attese in PS e violenza
Tra le conseguenze del boarding (attesa del posto letto oltre 6 ore dopo la decisione di ricovero) e della permanenza del paziente in corridoio oltre 6 ore c’è la violenza da parte dei familiari, che vedono il proprio caro stare male mentre il personale appare agitato e non riesce a dare una soluzione immediata (vedi Ruolo e Criticità del Pronto Soccorso).
🔗 Collegamenti
- Raccomandazioni Ministeriali — 📋 fa parte di
- Eventi Sentinella — 📋 evento sentinella
- Segreto Professionale e Privacy — 🔗 bodycam e riservatezza
- Prevenzione del Suicidio in Ospedale — 🔗 supporto al personale
- Errori di Triage — 🔗 pronto soccorso
- Ruolo e Criticità del Pronto Soccorso — ⬆️ boarding e attese in corridoio