Surgical Safety Checklist
Contesto
La chirurgia è una delle attività ospedaliere più codificate al mondo (un chirurgo di San Donato opera con le stesse procedure di uno della Mayo Clinic), ma è anche quella che determina più errori: molti interventi e molte variabili. Dopo il Lavaggio delle Mani, la chirurgia pulita e sicura è stato il secondo approccio globale al rischio clinico.
La checklist è il sistema barriera contro gli errori chirurgici (corpi estranei, lateralità sbagliata, scambio di paziente: vedi Tipi di Errore in Sanità). È codificata in tutto il mondo, anche se ogni ospedale tende a personalizzarla sul percorso del singolo paziente.
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Struttura: Sign in, Time out, Sign out
È una scheda che accompagna il paziente da quando, nel letto del reparto, si decide che è pronto per la sala operatoria. È divisa in 3 momenti:
- Sign in — prima dell’arrivo del paziente in sala operatoria (pre-anestesia);
- Time out — prima che il chirurgo inizi l’intervento;
- Sign out — prima che il paziente lasci la sala operatoria.
Ogni parte va compilata nel momento corrispondente, e il paziente deve essere accompagnato in totale sicurezza al letto chirurgico. Vanno chieste la terapia in atto e le allergie, ed è fondamentale marcare il sito chirurgico (croce o pallino). L’équipe deve lavorare coesa e compilarla insieme.
Efficacia
L’applicazione della checklist su quasi 4000 pazienti ha ridotto:
- i decessi del 47% (da 1,5% a 0,8%);
- le complicanze del 36% (da 11% a 7,0%).
Il problema della compilazione
Essendo un foglio di carta, viene percepita come un adempimento amministrativo che il chirurgo non vuole fare; nella maggior parte dei casi in cui si verificano eventi avversi risulta compilata dopo l’intervento, e la sua funzione di barriera si azzera. Eppure è l’unico strumento che permette di evitare gli errori di lateralità o di lasciare qualcosa nel paziente.
- Nella maggior parte degli ospedali milanesi è cartacea; il San Giuseppe usa un sistema informatizzato.
- Alla Mayo Clinic la checklist è vocale, perché la sala operatoria è registrata.
- Sul sito del Ministero della Salute c’è un video che spiega come compilarla correttamente.
Conta delle garze
A fine intervento, prima di chiudere il paziente, si verifica che nulla sia rimasto all’interno:
- Le garze usate vengono messe in un cestino a parte e l’infermiere di sala le conta: il numero finale deve coincidere con quello delle garze usate.
- Se il conto non torna, si conta una seconda volta.
- Se ancora non torna, si fa una lastra urgente: per legge tutte le garze (e tutto ciò che si usa in campo operatorio) devono avere un filo radiopaco.
- Se la lastra è negativa, si chiude il paziente: tenendolo aperto più a lungo lo si espone a un rischio infettivo. Il primo chirurgo scrive nel verbale che alla conta mancava una garza, che la lastra di controllo l’ha esclusa dal campo operatorio e che quindi il paziente è stato suturato.
- Il paziente va in recovery room e la sala viene “ribaltata” per trovare la garza. Spesso non si trova perché qualcuno di inesperto l’ha raccolta da terra e gettata nel contenitore dei rifiuti infetti: nessuna garza uscita dal tavolo operatorio va buttata, perché serve a far tornare il conto.
Questa procedura, riportata nel verbale operatorio, protegge tutta l’équipe, perché dimostra che ha fatto ciò che si sarebbe fatto in qualunque sala operatoria del mondo.
(Integrazione da: sbobina 16)
Raccomandazione n°2 del Ministero
La Raccomandazione n°2 (luglio 2006) serve a prevenire la ritenzione di garze, strumenti o altro materiale nel sito chirurgico (vedi Raccomandazioni Ministeriali). Sembra banale, ma a Milano, l’anno precedente alla lezione, ci sono stati una dozzina di casi.
Organizzazione dei ferri:
- per ogni intervento arriva un pacchetto di ferri e non c’è altro da usare;
- in alcune sale arriva una scatola sagomata (“come quella del meccanico”), in cui ogni pezzo ha il suo alloggiamento: a fine intervento va ricomposta con i ferri sporchi e non deve restare nessuno spazio vuoto. La ferrista apre il kit sul tavolo servitore e controlla che il contenuto corrisponda alla distinta.
Conta dei materiali: è il miglior sistema barriera, eseguita da sempre dagli infermieri (tante garze e pinze all’inizio quante alla fine sul tavolo servitore).
- Richiede double check con doppia firma, spesso su software elettronici che tracciano chi firma e quando.
- Va fatta con il paziente ancora aperto.
- Saltarla per fretta di lasciare la sala espone all’errore.
- Negli interventi lunghi (es. trapianti) la conta si ripete, ad esempio ogni 2 ore.
- Se la radiografia non individua nulla, si chiude il paziente e si scrive tutto in cartella; il materiale mancante va cercato anche a terra e nei contenitori dei rifiuti.
🔗 Collegamenti
- Tipi di Errore in Sanità — 💊 previene gli errori chirurgici
- Modello di Reason (Formaggio Svizzero) — 🔗 sistema barriera
- Identificazione del Paziente — 🔗 scambio di paziente
- Lavaggio delle Mani — 🔗 altro approccio globale OMS
- Approccio Sistemico all’Errore — 📋 fa parte di
- Raccomandazioni Ministeriali — 📋 Raccomandazione n°2
- Safety Walk Round (SWR) — 🔬 verifica dell’applicazione