Displasia e Carcinoma in corso di IBD

Uno dei problemi più rilevanti delle IBD è l’insorgenza di displasia epiteliale e la sua relazione col carcinoma. La displasia è più frequente nella RCU che nel Morbo di Crohn; il 2% delle RCU è responsabile dell’1% dei carcinomi del colon-retto nella popolazione.

Diagnosi di displasia

Si fa sempre in aree di mucosa atrofica: le rigenerazioni epiteliali in corso di infiammazione attiva possono simulare la displasia. Quindi:

  • In presenza di criptite/ascesso criptico (infiammazione acuta) è meglio non porre diagnosi di displasia.
  • In mucosa atrofica o in assenza di infiammazione acuta, le alterazioni cellulari permettono la diagnosi.

Rischio

Aumenta con la durata clinica della IBD: 3% a 10 anni, 23% a 20 anni, 43% a 35 anni dalla diagnosi. Il rischio maggiore è quindi nelle IBD insorte in età giovanile. In passato la diagnosi di displasia comportava colectomia totale.

Carcinomi

  • Possono essere multifocali in tutto il tratto GI (per la multifocalità delle lesioni displastiche).
  • Coinvolgimento precoce di p53 → biologicamente aggressivi.
  • Istologia: possibili adenocarcinomi mucinosi o ad anello con castone, anche su ileo-proctostomie (resezione bassa del retto con collegamento ileo-anale, per preservare ano e canalizzazione).
  • Prognosi sovrapponibile al carcinoma colorettale generale: fortemente stadio-dipendente.

Condotta sulla biopsia

  • Negativa per displasia → follow-up regolare.
  • Indefinita → follow-up ravvicinato.
  • Positiva: basso grado → follow-up ravvicinato; alto grado → colectomia totale.

Coinfezione da CMV

Nei pazienti resistenti alla terapia (soprattutto RCU) va sospettata la coinfezione da CMV: diagnosi tramite modificazioni citomegaliche in cellule epiteliali/macrofagi/fibroblasti (nuclei grossi con inclusioni eosinofile); nei casi dubbi si ricorre all’Immunoistochimica. Vedi Colite da CMV.

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