Immunoistochimica
Le tecniche immunoistochimiche (o immunocitochimiche) sfruttano una reazione antigene-anticorpo per identificare, sulla base della specificità di un anticorpo, un antigene (marcatore) presente a livello cellulare o tissutale. L’anticorpo che interagisce con l’antigene da evidenziare è detto anticorpo primario. Servono a identificare il tipo cellulare, definire la malattia e riconoscere antigeni estranei (diagnosi di malattie infettive, con specificità maggiore delle colorazioni speciali, che si affidano alla sola morfologia). L’evidenziazione ha finalità diagnostiche, prognostiche o predittive.
Metodo diretto e indiretto
- Metodo diretto — un anticorpo primario direttamente marcato con sostanze che segnalano l’avvenuta reazione. Poco usato, soprattutto in immunofluorescenza (dove il marcatore è un fluorocromo che dà un segnale luminoso).

- Metodo indiretto — due step: l’anticorpo primario riconosce l’antigene, poi un sistema secondario (enzimi e fluorocromi) mette in evidenza il complesso Ag-Ab. È il metodo di routine, ad alta sensibilità. Spesso è presente un filamento di destrano con numerosi anticorpi secondari (che riconoscono il primario) ed enzimi. Poiché gli enzimi catalizzano una reazione cromogenica, è detto tecnica immunoenzimatica: il cromogeno (sostanza solubile e incolore) viene trasformato in una sostanza colorata insolubile che precipita dove è avvenuto il riconoscimento.

L’enzima più usato è la perossidasi (scinde l’acqua ossigenata in acqua e ossigeno); il cromogeno più usato è la DAB (diaminobenzidina): l’ossigeno prodotto ossida la DAB, che precipita assumendo un colore giallo-bruno.
Marcatori tessuto-specifici
Esistono antigeni prodotti in determinati organi (linee differenziative) ma la specificità è sempre relativa:
- TTF-1 (thyroid transcription factor-1) — prodotto nell’embriogenesi di tiroide e polmone → marcatore tiroideo e polmonare.
- Recettori per estrogeni e progesterone — oltre a mammella e ovaio, molte altre cellule li producono (es. lo stroma polmonare femminile è positivo, quello maschile negativo).
I marcatori sono più utili combinati in algoritmi diagnostici (uno positivo, uno negativo).

Utilizzo diagnostico
Migliora una diagnosi solo ipotizzata con l’EE (es. un antigene melanocitario identifica le cellule di un melanoma). In particolare:
- Caratterizzazione di neoplasie poco differenziate.
- Identificazione della sede primitiva di lesioni metastatiche tramite combinazioni di marcatori: es. in una biopsia di midollo osseo positiva sia per CK (citocheratine → cellule epiteliali) sia per ER (recettore estrogeni) si fa diagnosi di metastasi osteo-midollare di carcinoma mammario.
- Caratterizzazione delle malattie linfoproliferative tramite i cluster di differenziazione (CD): tipizzazione di un infiltrato linfoide, distinzione linfoma B vs T.

Utilizzo predittivo
Identifica marcatori che predicono la risposta alla terapia (vedi Fattori Prognostici e Predittivi). Esempi:
- Recettori estro-progestinici — i carcinomi mammari ER+ rispondono alla terapia endocrina, i negativi no (significato anche prognostico: gli ER+ vanno meglio).
- HER-2 — recettore transmembrana per un fattore di crescita; bersaglio del farmaco Herceptin (Trastuzumab), anticorpo monoclonale umanizzato che si lega a HER-2 sulle cellule neoplastiche permettendo alle cellule NK di distruggerle. Terapia molto efficace, perché i carcinomi HER-2+ sono aggressivi e a breve aspettativa di vita.

Utilizzo prognostico
Un marcatore può definire meglio l’aggressività della malattia (come modifica l’aspettativa di vita). I fattori prognostici predicono l’outcome indipendentemente dal trattamento; i predittivi valutano l’outcome di chi riceve una terapia. Clinicamente, il significato predittivo è più importante di quello prognostico.
🔗 Collegamenti
- Colorazioni Istologiche — ⬆️ è la quarta categoria di colorazione
- Anticorpi Monoclonali e Antisieri Policlonali — 🔗 scelta dell’anticorpo primario
- FISH — 🔗 l’IIC vede la proteina, la FISH l’amplificazione genica
- Fattori Prognostici e Predittivi — 🔗 finalità dei marcatori
- Patologia Terapeutica — 🔗 ambito d’uso