Linfoma MALT Gastrico

Linfoma di basso grado a cellule B della zona marginale extra-nodale (vedi Linfomi della Zona Marginale (Generalità)), dipendente dall’infezione di Helicobacter pylori (per questo così frequente nello stomaco). È il prototipo del linfoma MALT descritto da Isaacson (vedi Linfoma MALT (Linfomagenesi e Aberrazioni Citogenetiche)).

Sede: antro 41%, corpo 15%, fondo 11%; possibili forme multifocali.

Linfoma MALT dello stomaco. Fonte: Wikimedia Commons (TexasPathologistMSW, CC BY-SA 4.0).

Patogenesi

L’associazione con H. pylori è sostenuta da tre ordini di dati:

  • epidemiologici: l’esame istologico documenta H. pylori nel 90% dei linfomi MALT gastrici;
  • biologici: l’ipermutazione somatica nei linfomi MALT suggerisce che la crescita sia guidata da antigeni di H. pylori;
  • terapeutici: una quota sostanziale di linfomi MALT gastrici regredisce dopo terapia eradicante.

Il modello infiammazione cronica → MALT acquisito → selezione clonale è descritto in Linfoma MALT (Linfomagenesi e Aberrazioni Citogenetiche).

Genetica

Nel 40% dei casi: traslocazione t(11;18)(q21;q21) dei geni BIRC3 (11q21) e MALT1 (18q21). È una delle tre traslocazioni del linfoma MALT che attivano NF-κB e rendono il clone antigene-indipendente.

Terapia

Derivando dalla stimolazione infiammatoria cronica da Hp, rispondono molto bene alla terapia eradicante; gli unici a non rispondere sono proprio il 40% con la traslocazione t(11;18), che richiedono altri trattamenti. Ottima prognosi. Quando le mutazioni rendono la proliferazione indipendente dall’antigene serve una terapia oncologica (chemio- o immunoterapia); è possibile, ma infrequente, l’evoluzione in linfoma B a grandi cellule.

Morfologia e diagnosi

  • MALT vs MALToma: nel MALT acquisito la lamina propria è ampiamente sostituita da tessuto linfoide marcatamente espanso (eterotopico) che ricapitola le strutture follicolari. Nel MALToma il tessuto linfoide va oltre il follicolo e disarginando la mucosa (distensione e infiltrazione delle ghiandole, distruzione della lamina propria). La quota neoplastica non è la componente del centro germinativo (reattiva), ma sono cellule B simili ai linfociti della zona marginale attivata (piccola-media taglia, occasionalmente grandi), che possono andare incontro a differenziazione linfoplasmocitica. Si perde la componente policlonale a favore di una proliferazione monoclonale.
  • Infiltrazione linfo-plasmacellulare della mucosa con progressiva rarefazione delle ghiandole; a differenza delle gastriti, l’infiltrato si estende anche alla sottomucosa → servono biopsie profonde. L’infiltrazione linfoplasmacellulare della sottomucosa definisce la natura linfomatosa.
  • Lesioni linfoepiteliali: infiltrato linfocitario nello spessore dell’epitelio ghiandolare con distruzione delle ghiandole, per over-risposta dei linfociti B a uno stimolo presente nel lume (normalmente i linfociti B non si trovano in sede intraghiandolare; i T sì, in minima quantità). Non specifiche (presenti anche nelle gastriti intense) → diagnosi talora interlocutoria. In ogni caso si esegue terapia eradicante e si ripete la gastroscopia: la gastrite regredisce, il linfoma molto meno (conferma).

    ⚠️ In AP 17 le lesioni linfoepiteliali sono definite “aspetto caratteristico, quasi patognomonico”; in AP 5 “non specifiche”. Le due affermazioni convivono: sono tipiche del MALToma, ma possono comparire anche nelle gastriti intense.

  • Oggi la diagnosi si fa raramente su gastrectomia: in presenza di dispepsia o sintomi da gastrite si esegue una gastroscopia con biopsie, che per lo più campionano quadri iniziali in cui gli aspetti patognomonici non sono ancora presenti, rendendo la diagnosi più difficile.
  • (Fonte: libro — Robbins, riportato nella sbobina) Denso infiltrato linfocitario nella lamina propria; possono esserci follicoli B reattivi e, nel 40% circa dei casi, differenziazione plasmacellulare. In assenza di lesioni linfoepiteliali la monoclonalità si dimostra con l’espressione limitata delle catene leggere κ o λ o con l’identificazione molecolare del riarrangiamento clonale di IgH.
  • Immunoistochimica: il MALT esprime CD20 (pan-B, sempre positivo) e, in modo aberrante, CD43 (normalmente marcatore T). La coespressione CD20+/CD43+ orienta alla diagnosi. Il fenotipo è comunque poco specifico e non molto diverso dai linfociti normali: CD20+, CD79a+; CD5−, CD10−, BCL6−, CD23−, ciclina D1− (negatività utili a escludere CLL, follicolare e mantellare).

(Sezione espansa con: sbobina 17)

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