Linfoma Follicolare

Neoplasia di linfociti B maturi del centro germinativo, sia centrociti (cellule del centro germinativo) sia centroblasti (cellule morfologicamente immature che, se stimolate dalla selezione antigenica, possono tornare a proliferare e differenziare). Cresce con un pattern nodulare, per antonomasia detto follicolare. È il secondo linfoma B per incidenza (vedi Linfomi B (Classificazione WHO e Frequenza)).

Caratteristiche cliniche

  • Malattia dell’adulto (età mediana 60 anni), un po’ più comune nel sesso femminile (M:F = 1:1,7).
  • Nella maggioranza dei casi a insorgenza linfonodale; possono essere interessati anche milza e soprattutto midollo osseo (40-70% dei casi, a seconda che l’infiltrazione sia valutata con biopsia osteomidollare o con il solo aspirato).
  • Spesso diagnosticato in fase già disseminata (stadio III, talvolta IV); in situazioni particolari si identifica in stadio I, anche a singolo linfonodo.
  • Decorso clinico tendenzialmente indolente.

Sezione di un linfonodo con linfoma follicolare: è ancora riconoscibile la nodularità tipica del follicolo.

Follicolo linfoide secondario normale in parenchima splenico (EE), con zona marginale, zona mantellare e centro germinativo (vedi Follicolo Linfoide Secondario).

Patogenesi: t(14;18) e BCL2

  • Nella maggioranza dei casi le cellule possiedono la traslocazione t(14;18), che appaia i geni delle catene pesanti delle Ig (cromosoma 14) al proto-oncogene anti-apoptotico BCL2 (cromosoma 18): la trascrizione di BCL2 diventa costitutiva.
  • La t(14;18) viene acquisita da un precursore durante la VDJ recombination. La cellula arriva nel centro germinativo, sviluppa il fenotipo di cellula del centro germinativo e incontra l’antigene: viene selezionata se sviluppa sequenze appropriate, oppure sviluppa sequenze verso antigeni non-self e talvolta viene immortalizzata.
  • Se il riarrangiamento non è produttivo o riconosce antigeni self, la cellula dovrebbe andare in apoptosi; nel linfocita patologico l’apoptosi è impedita dall’iperespressione aberrante di BCL2, che ne consente una sopravvivenza anomala.
  • Col tempo si accumulano su questi linfociti ulteriori mutazioni che portano a malattia clinicamente significativa: per questo è un linfoma tipico dell’adulto.

Grading

Concetto superato ma ancora presente nelle classificazioni: il patologo indica da quali cellule è costituito il linfoma, e il grading serve a predire l’outcome.

  • Prevalenza di piccole cellule (centrociti) → grado 1, basso grado, biologia indolente.
  • Prevalenza di grandi cellule (centroblasti) → grado 3, alto grado.
  • L’unica situazione da precisare nel referto è il linfoma a pattern follicolare costituito solo da centroblasti: grado 3b, con aggressività simile al linfoma a grandi cellule.

Morfologia e immunofenotipo

  • Qui non si esegue l’immunocolorazione per TdT (come invece nelle leucemie linfoblastiche): conta di più la morfologia, cioè cellule mature che crescono in strutture differenziate e ricordano centrociti e centroblasti (più grandi dei blasti midollari).
  • CD20: conferma la natura B; ha ruolo sia diagnostico sia predittivo, perché è bersaglio dell’anticorpo anti-CD20 rituximab.
  • CD10 e BCL6: marcatori del fenotipo del centro follicolare.
  • BCL2: marcatore del fenotipo aberrante, iperespresso per la t(14;18).

In un follicolo iperplastico/reattivo le cellule del centro germinativo sono BCL2-negative: dopo il contatto con l’antigene proliferano e devono poter andare in apoptosi. Se questo meccanismo si inceppa, è favorita la linfomagenesi in senso follicolare.

🔗 Collegamenti