Rettocolite Ulcerosa (RCU)

Una delle due entità delle IBD. L’esame cardine per lo studio è la colonscopia totale.

Caratteristiche macroscopiche

Distribuzione

Diffusa e continua: tutta la mucosa di un segmento è coinvolta, senza zone risparmiate (utile all’endoscopista, che percepisce l’interessamento diffuso già toccando la mucosa con l’endoscopio).

  • Il coinvolgimento del retto è sempre presente ed è il punto di partenza: se manca, occorre pensare ad altra patologia.
  • L’estensione agli altri segmenti del colon è ad andamento disto-prossimale: progredisce in senso prossimale con l’aggravarsi della malattia, fino a forme pancolitiche a esordio grave.
  • Il coinvolgimento dell’ileo è infrequente (< 10%), riflette le caratteristiche diffuse del colon, non supera 20–30 cm oltre la valvola ileo-cecale ed è definito “ileite da reflusso” (non specifico, come un reflusso dal retto verso l’ileo).

Ulcere

Caratteristica costante in fase attiva. Tipicamente pianeggianti (non fissuriformi/incavate), spesso confluenti: tutta la mucosa è diffusamente erosa, senza tratti risparmiati.

Aspetto della mucosa

  • Fragile, sanguina facilmente, ma mantiene tonicità ed elasticità: non è fibrotica né di consistenza aumentata.
  • Poiché l’infiammazione coinvolge quasi solo la mucosa, sono assenti fibrosi, stenosi e fistole (tipiche invece del Morbo di Crohn).
  • Aspetto micropolipoide e granuloso, per la coesistenza di aree di attività (distruzione mucosa) e aree con tentativi di guarigione. La mucosa non è MAI del tutto guarita (a differenza del Crohn).
  • Pseudopolipi infiammatori: procidenze di mucosa dovute a infiltrazione granulocitaria, linfocitaria ed edema (non a proliferazione neoplastica) — espressione dei tentativi rigenerativi tra le fasi di distruzione.
  • Mucosa atrofica: aree appianate, biancastre, con perdita del disegno plicale per estrema atrofia. L’atrofia è caratteristica della RCU e manca nel Crohn.

Alterazioni microscopiche

Le alterazioni interessano soprattutto la mucosa. Nelle forme gravi possono superare la muscularis mucosae ed estendersi alla sottomucosa, ma sempre in misura minore: gradiente decrescente di infiammazione dalla superficie alla profondità.

I due parametri di lettura microscopica di una IBD sono:

  1. Architettura ghiandolare (normalmente tubulare semplice, non ramificata).
  2. Muciparità, cioè il contenuto in cellule Goblet (caliciformi), espressione di capacità differenziativa delle staminali intestinali.

Caratteristiche della RCU:

  • Riduzione delle cellule Goblet → riduzione della muciparità (mucosa sottoposta ad accelerato turnover, cellule meno differenziate).
  • Irregolarità architetturali: ghiandole non più perpendicolari, ramificate, disposte in modo caotico (anche parallele alla superficie), con zone di dilatazione/restringimento — alterazione anche dei meccanismi di polarizzazione. La ramificazione persiste anche in fase inattiva ed è dato anamnestico importante.
  • Pseudopolipi presenti, granulomi assenti.
  • Infiammazione di tipo interstiziale diffuso, con linfociti e numerose plasmacellule, più edema interstiziale (che distanzia ulteriormente le ghiandole).
  • Aggregati linfoidi follicolari rari (caratteristici invece del Crohn).
  • Componente granulocitaria nello spessore dell’epitelio (criptite) o nel lume ghiandolare (ascessi criptici).

L’attività della RCU = presenza di ascessi criptici e criptite, e correla con la gravità clinica (scariche diarroiche, dolori crampiformi). Attenzione: criptite e ascessi criptici non sono specifici (presenti anche in coliti infettive, ischemiche e Crohn): sono solo segno di infiammazione attiva.

I linfonodi sono reattivi (iperplasia follicolare e paracorticale) senza granulomi.

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