Epididimite
L’epididimite è un’infiammazione dell’epididimo, talvolta accompagnata da infiammazione del testicolo. Di solito sono presenti dolore e tumefazione monolaterale dello scroto. La diagnosi si basa sull’esame obiettivo; il trattamento è basato su antibiotici, analgesici e sostegno scrotale.
Epididimite tubercolare. Fonte: Wikimedia Commons (Yale Rosen from USA, CC BY-SA 2.0).
Eziologia
Epididimite batterica
La maggior parte delle epididimiti (e delle orchi-epididimiti) ha un’eziologia batterica.
Quando l’infiammazione interessa il dotto deferente si parla di deferentite; quando sono interessate tutte le strutture del cordone spermatico la diagnosi è di funiculite. Raramente si verificano ascesso epididimario, ascesso scrotale extra-epididimario, piocele (accumulo di pus nel contesto di un idrocele) e infarto del testicolo.
- Uomini < 35 anni: la maggior parte dei casi è dovuta a patogeni sessualmente trasmessi, soprattutto Neisseria gonorrhoeae o Chlamydia trachomatis. L’infezione può iniziare come uretrite.
- Uomini > 35 anni: la maggior parte dei casi è dovuta a colibacilli Gram-negativi, generalmente in pazienti con anomalie urologiche, cateteri a permanenza o sottoposti a recenti procedure urologiche.
L’epididimite tubercolare e le gomme sifilitiche sono rare, se non nei pazienti immunocompromessi (per esempio con infezione da HIV).
Epididimite non batterica
Le cause virali (per esempio infezione da citomegalovirus) e micotiche (per esempio actinomicosi, blastomicosi) sono rare, se non in pazienti immunocompromessi.
L’epididimite e l’orchi-epididimite a eziologia non infettiva possono essere causate da un’irritazione chimica secondaria a reflusso urinario nell’epididimo, che può verificarsi con la manovra di Valsalva (per esempio con il sollevamento di pesi) o dopo un trauma locale.
Sintomatologia
Il dolore scrotale è presente sia nell’epididimite batterica sia in quella non batterica; può essere severo e talvolta riferito all’addome. Nell’epididimite batterica il paziente può avere anche febbre, nausea o sintomi urinari; se la causa è un’uretrite può essere presente secrezione uretrale.
L’esame obiettivo rivela gonfiore, indurimento, marcato indolenzimento e qualche volta eritema di parte o di tutto l’epididimo interessato, e a volte del testicolo adiacente. La sepsi è segnalata da febbre, tachicardia, ipotensione e stato tossico.
Diagnosi
- Valutazione clinica
- A volte tampone uretrale e urinocoltura
La diagnosi è confermata dal rilievo di gonfiore e indolenzimento dell’epididimo. Tuttavia, a meno che i reperti non siano chiaramente limitati all’epididimo, deve essere presa in considerazione anche la torsione del testicolo, specialmente nei soggetti di età < 30 anni: in caso di dubbio è indicata una valutazione urgente con ecocolordoppler. Se la causa non è chiara o se la malattia è ricorrente è indicata la consulenza urologica.
La presenza di uretrite suggerisce un patogeno a trasmissione sessuale, per cui è indicato un prelievo di secrezioni con tampone uretrale per esame colturale o PCR per gonococco e clamidia. Altrimenti il microrganismo infettante si identifica solitamente con l’urinocoltura. Analisi delle urine e urinocoltura sono normali nelle forme non batteriche.
Trattamento
- Antibiotici
- Misure di supporto
Il trattamento consiste nel riposo a letto, nel sollevamento dello scroto (per esempio con un sospensorio in posizione eretta) per diminuire ripetuti piccoli traumi, negli impacchi scrotali con ghiaccio, nell’uso di analgesici, antinfiammatori e antibiotici orali a largo spettro: ciprofloxacina 500 mg per via orale 2 volte/die o levofloxacina 500 mg 1 volta/die per 21-30 giorni; in alternativa doxiciclina 100 mg per via orale 2 volte/die o trimetoprim/sulfametossazolo a doppio dosaggio (160/800 mg) per via orale 2 volte/die.
Se si sospetta una sepsi, in attesa dell’identificazione del patogeno e della sua sensibilità possono essere utili un aminoglicoside come la tobramicina 1 mg/kg ogni 8 h, o una cefalosporina di terza generazione come il ceftriaxone 1-2 g EV 1 volta/die.
L’ascesso e il piocele richiedono di solito il drenaggio chirurgico.
L’epididimite batterica ricorrente, secondaria a un’uretrite o a una prostatite cronica resistente alle terapie, a volte può essere prevenuta con la vasectomia. L’epididimectomia, a volte eseguita per un’epididimite cronica, può non alleviare i sintomi. I pazienti che devono portare un catetere uretrale a permanenza sono maggiormente suscettibili a epididimite ricorrente e orchi-epididimite: in questi casi può essere utile il posizionamento di una cistostomia sovrapubica o l’istituzione di un regime di auto-cateterismo.
Nell’epididimite non batterica si adottano le misure generali già menzionate, mentre la terapia antibiotica non è indicata. Il blocco nervoso del cordone spermatico con una soluzione anestetica locale può alleviare i sintomi nei casi severi e persistenti.
🔗 Collegamenti
- Orchite — 🔗 stesso meccanismo (orchi-epididimite)
- Prostatiti — ⬆️ causa (forme ricorrenti)
- Struttura del Testicolo Adulto — 📋 fa parte di
- Patologie degli Spermatozoi — ⬇️ conseguenza