Prostatiti

Le prostatiti sono il più delle volte la conseguenza di infezioni delle vie urinarie, con localizzazione dei germi all’interno della prostata. La sintomatologia può essere acuta, oppure la prostatite cronica può simulare la neoplasia. Possono portare a sterilità e sono importanti soprattutto nel soggetto giovane e sessualmente attivo.

Micrografia di prostata con infiltrato infiammatorio acuto (neutrofili), correlato patologico della prostatite. Colorazione EE. Fonte: Wikimedia Commons (Nephron, CC BY-SA 3.0).

Forme acute e croniche

  • Prostatiti batteriche acute: infiltrato granulocitario, che può anche essere suppurativo.
  • Prostatiti croniche: infiltrato cronico con linfociti e plasmacellule, soprattutto nelle forme abatteriche. Sono a volte chiamate abatteriche nel senso che non si riesce a mettere in evidenza una causa eziologica specifica.

Prostatiti granulomatose

  • Infezione tubercolare: le prostatiti tubercolari sono oggi abbastanza rare. Più frequenti sono quelle da bacillo di Calmette e Guérin (BCG), utilizzato in corso di terapie per neoplasie della vescica.
  • Forme “non specifiche”: dovute a rottura delle ghiandole prostatiche con fuoriuscita di secreto prostatico, che evoca una reazione granulomatosa da corpo estraneo; possono essere anche conseguenza di TURP (resezione transuretrale prostatica).
  • Prostatiti granulomatose allergiche: con eosinofilia e asma.
  • Forme micotiche: in soggetti immunodepressi.
  • In corso di malattie sistemiche: come la sindrome di Wegener, granulomatosi necrotizzante che si estrinseca con lesioni tipicamente a livello delle fosse nasali, del polmone, del rene e raramente anche della prostata, associata ad autoanticorpi anti-neutrofili (ANCA) considerati diagnostici per questa malattia. Oggi si usa il termine “granulomatosi necrotizzante con angioite”, che sostituisce quello di sindrome di Wegener, dato che Wegener era un medico nazista.

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