Gastrite Cronica Atrofica

Evoluzione di un tumore neuroendocrino gastrico G1 (carcinoide) attraverso vari stadi di iperplasia neuroendocrina in un caso di grave gastrite cronica atrofica (cromogranina A). Fonte: Wikimedia Commons (Patho, CC BY-SA 3.0).

Definizione

Gastrite con atrofia della mucosa gastrica. Può colpire qualsiasi parte dello stomaco, ma diventa particolarmente impegnativa quando interessa la parete fundica. Nella maggior parte dei casi è una malattia autoimmune (non tutte lo sono), per questo colpisce tipicamente le donne (più soggette all’autoimmunità).

Meccanismo

Si sviluppano anticorpi anti-cellula parietale o anti-fattore intrinseco, che portano alla distruzione delle cellule parietali (sostituite da cellule muco-secernenti) e quindi alla perdita della capacità di produrre HCl. La mucosa assume progressivamente la struttura di quella antrale (metaplasia antrale): senza cellule parietali manca la produzione di acido, con persistente alcalinità del contenuto gastrico e stimolo ipergastrinemico continuo. La gastrina stimola accrescimento e differenziazione delle linee cellulari → iperplasia della mucosa; mancando le cellule parietali, la stimolazione si concentra sulle cellule neuroendocrine ECL, che proliferano dando l’iperplasia a cellule ECL.

La perdita di acidità compromette anche l’asetticità del contenuto gastrico (una funzione dell’HCl è inattivare batteri e virus degli alimenti): ne deriva un dismicrobismo con produzione di amine che possono intercalarsi nel DNA, inducendo mutazioni. I primi sintomi sono difficoltà digestive.

Rilevanza neoplastica

È il principale fattore di rischio del carcinoide gastrico di tipo 1, attraverso la sequenza iperplasia → displasia → carcinoide (vedi NEN dello Stomaco (Tipo 1, 2, 3)). A differenza del modello murino Mastomys, nell’uomo il solo stimolo ipergastrinemico (es. da IPP) non basta: serve il contesto della gastrite cronica atrofica autoimmune.

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