Infarto Renale
Il rene è predisposto allo sviluppo di infarti per due ragioni: l’enorme flusso ematico che riceve (un quarto della gittata cardiaca) e la vascolarizzazione terminale.
Margine di un infarto renale: rene normale in alto a sinistra e, nell’area infartuata, tubuli e glomeruli necrotici con profili cellulari conservati (necrosi coagulativa). EE, 4X. Fonte: Wikimedia Commons (Department of Pathology, Calicut Medical College, CC BY-SA 4.0).
Eziologia
- Aterosclerosi grave.
- Vasculite acuta in corso di poliarterite.
- Embolia: da trombosi murali di atrio e ventricolo sinistro, endocardite, aneurismi aortici, aterosclerosi aortica.
Morfologia
Gli infarti sono di tipo “bianco”, per la vascolarizzazione terminale, e si presentano come lesioni solitarie o multiple bilaterali, ben demarcate: piccoli e irregolari foci di discromia emorragica circondati da zone di intensa iperemia. La forma è a cuneo, con un bordo di sottocorticale risparmiato.
Si osserva necrosi coagulativa ischemica, seguita da progressiva cicatrizzazione.
Clinica
Gli infarti possono essere clinicamente silenti oppure manifestarsi con dolore o tensione all’angolo costo-vertebrale insieme ad ematuria; è possibile l’insorgenza di ipertensione.
🔗 Collegamenti
- Anatomia Macroscopica e Vascolarizzazione del Rene — ⬆️ vascolarizzazione terminale come fattore predisponente
- Malattia Renale Ischemica Aterosclerotica e Ateroembolica — 🔄 altra conseguenza embolica
- Necrosi Corticale Diffusa — 🔄 diagnosi differenziale della necrosi ischemica corticale