Insulino-Resistenza

L’insulino-resistenza è l’incapacità dei tessuti bersaglio (soprattutto fegato, muscolatura scheletrica e tessuto adiposo) di rispondere normalmente all’insulina. Dà origine a:

  • incapacità di inibire la gluconeogenesi epatica → alto tasso di glucosio ematico a digiuno;
  • incapacità di effettuare l’assorbimento del glucosio e la sintesi del glicogeno nel muscolo scheletrico → elevato tasso di glucosio ematico postprandiale;
  • incapacità di inibire la lipasi lipoproteica nel tessuto adiposo → eccesso di acidi grassi liberi (FFA) circolanti, che a loro volta amplificano lo stato di insulino-resistenza.

Negli stati di insulino-resistenza si osservano difetti nella via di regolazione dell’insulina: riduzione della fosforilazione della tirosina del recettore per l’insulina e delle proteine IRS, con minor livello di GLUT-4 sulla superficie cellulare. Uno dei meccanismi con cui l’esercizio migliora la sensibilità all’insulina è proprio la maggior traslocazione di GLUT-4 sulla superficie delle cellule muscolari.

Confronto tra il normale metabolismo dell’insulina e l’insulino-resistenza. Fonte: Wikimedia Commons (Fj.toloza992, CC BY-SA 3.0).

Obesità e insulino-resistenza

Il rischio aumenta con il BMI; conta non solo la quantità ma anche la distribuzione del grasso (l’obesità centrale/addominale è più legata alla resistenza rispetto ai depositi periferici). L’obesità agisce in più modi:

  • Acidi grassi liberi (FFA): correlazione inversa tra FFA plasmatici a digiuno e sensibilità all’insulina (il tessuto adiposo centrale è più lipolitico). L’eccesso di FFA porta all’accumulo di intermediari “tossici” come il diacilglicerolo (DAG), che attenua la via del recettore insulinico. Nel fegato l’insulina normalmente inibisce la gluconeogenesi bloccando la fosfoenolpiruvato carbossichinasi (PEPCK); l’attenuazione del segnale consente alla PEPCK di accelerare la gluconeogenesi. Gli FFA competono inoltre col glucosio per l’ossidazione, inibendo a feedback gli enzimi glicolitici.
  • Adipochine: il tessuto adiposo opera come organo endocrino. Alcune adipochine favoriscono l’iperglicemia, altre come leptina e adiponectina l’ipoglicemia (aumentando la sensibilità all’insulina). I livelli di adiponectina sono ridotti nell’obesità, contribuendo alla resistenza.
  • Infiammazione: un ambiente infiammatorio (non autoimmune, ma da citochine proinfiammatorie prodotte in risposta all’eccesso di nutrienti, FFA e glucosio) genera sia resistenza sia disfunzione β. L’eccesso di FFA nei macrofagi e nelle β attiva l’inflammasoma → secrezione di IL-1β → ulteriori citochine proinfiammatorie che, agendo sulle sedi d’azione dell’insulina, favoriscono l’insulino-resistenza.

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