Metaplasia Squamosa della Cervice

È l’evento metaplastico più frequente della cervice uterina: la sostituzione focale o estensiva delle ghiandole endocervicali da parte di un epitelio squamoso non cheratinizzante.

  • Metaplasia squamosa matura: la sostituzione è completa.
  • Metaplasia squamosa immatura: rimane un residuo di cellule muco-secernenti in superficie.

La distinzione ha poco valore pratico, anche perché la forma immatura tende col tempo a diventare matura.

Patogenesi: un meccanismo di adattamento

I fenomeni di metaplasia squamosa vanno interpretati come meccanismi di adattamento operati dalle cellule di riserva della giunzione squamo-colonnare in seguito a un danno.

Il danno può essere traumatico o legato ad agenti infettivi che provocano la discontinuazione e la caduta dell’epitelio endocervicale, il più labile e delicato: trovandosi per effetto dell’ectropion al di fuori dell’orifizio cervicale esterno, è il più esposto al traumatismo. Quando questo epitelio cade si parla di erosione vera, e le cellule di riserva attivano il processo metaplastico.

Diagnosi differenziale con la cheratosi

L’epitelio metaplastico manca sempre dello strato granulare e dello strato corneo: è quindi un epitelio non corneificante.

La cheratosi è invece un fenomeno molto più raro, tipico delle donne anziane e legato a un danno reiterato cronico nel tempo, come nel prolasso uterino (nello stadio 4 l’utero può protrudere al di fuori dei genitali esterni). Il danno comporta un cambiamento drastico dell’epitelio eso- ed endocervicale, con comparsa di uno strato corneo e di uno strato granuloso che riproducono una sorta di epidermide.

➔ Né la cheratosi né la metaplasia squamosa sono condizioni a rischio di sviluppare neoplasie: non sono lesioni preinvasive né premaligne. Vanno però conosciute perché la metaplasia squamosa è molto frequente, e la cheratosi lo è in certi contesti di pazienti.

Effetto sul test di Schiller

Quando si verificano cambiamenti metaplastici, per infiammazione o per metaplasia matura, viene progressivamente perso il contenuto di glicogeno e si riduce la colorabilità con la soluzione di Lugol: rimane una certa colorabilità, ma con distribuzione irregolare e senza più il brusco passaggio tra esocervice ed endocervice (Colposcopia e Test di Schiller).

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