Neoplasia Prostatica Intraepiteliale (PIN)

Classificazione

Nel passato si distinguevano PIN 1, 2 e 3 sulla base delle caratteristiche citologiche. Oggi si distinguono:

  • PIN di basso grado, corrispondente al vecchio PIN 1;
  • PIN di alto grado, corrispondente al PIN 2 e al PIN 3.

Il PIN 1 non ha valore predittivo per il carcinoma e di fatto non viene nemmeno più diagnosticato.

Rapporto con il carcinoma invasivo

Il PIN è frequentemente trovato in prostate con carcinoma, e solo nel 40% delle prostate senza tumore. La presenza di PIN di alto grado anticipa la presenza di carcinoma invasivo in successive biopsie, e vi è una relazione tra il rischio di cancro e la presenza di PIN.

Tuttavia, soltanto una minoranza dei PIN, ancorché di alto grado, evolve verso il carcinoma. Queste lesioni preinvasive hanno quindi il significato di lesione a rischio e/o precursore non obbligato di neoplasia invasiva, esattamente come le lesioni preinvasive del polmone.

Il PIN di alto grado si ritrova in una percentuale fino al 10-15% delle agobiopsie prostatiche.

Varianti morfologiche

Esistono diverse varianti — cribriforme, piatta, micropapillare, con cellule ad anello con castone, con cellule neuroendocrine, con secrezione mucinosa — ma molto spesso questa distinzione non viene particolarmente seguita, non è molto rilevante, e si scrive esclusivamente “PIN di alto grado”.

Diagnosi e follow-up

⚠️ La biopsia è l’unico modo per identificare il PIN: la lesione, se isolata, non determina un innalzamento del PSA e non è identificabile con metodiche non invasive come l’esplorazione rettale o l’ecografia transrettale.

Spesso i PIN sono reperti incidentali. In presenza di PIN di alto grado in assenza di neoplasia invasiva è indispensabile ripetere la biopsia, con follow-up ogni 6 mesi per 2 anni, poi ogni 12 mesi per sempre, anche se il rischio di evoluzione verso un adenocarcinoma invasivo rimane piuttosto basso.

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