Storia Naturale della Malattia (Fase Preclinica e Clinica)

Ogni patologia impiega un certo tempo per diventare clinicamente manifesta. La sua storia naturale si divide in due fasi.

Fase preclinica

Va dal tempo 0 (nascita biologica della malattia) alla diagnosi o alla comparsa dei sintomi. Ha durata variabile e largamente ignota. Nel caso di un tumore non si sa quando ha cominciato a formarsi: si possono solo fare stime, ad esempio dal tempo di raddoppiamento (velocità di crescita, assunta costante), che descrive ipoteticamente questa fase ma non scende a livello individuale.

Fase clinica (o di sopravvivenza)

È il tempo clinico di osservazione, che comincia dalla diagnosi. Si può distinguere una prima fase libera (tempo alla progressione, periodo senza complicanze) e una seconda fase con la comparsa di recidive o metastasi. La risposta a un’eventuale terapia può essere completa (la malattia scompare), parziale, in progressione (progredisce nonostante la terapia) o stabile (immodificata).

Aggressività e case-mix

L’aggressività è la capacità di produrre danno nell’organismo o di superare le sue barriere difensive; è valutabile in qualsiasi patologia e, in fase clinica, definisce le curve di sopravvivenza (distribuzione della percentuale di sopravvivenza in funzione del tempo) e, per i tumori maligni, la stadiazione. Più la malattia è biologicamente aggressiva, più breve è la fase preclinica; i tumori indolenti hanno fasi precliniche lunghe.

Questo modello è utile soprattutto nelle patologie con case-mix, cioè composte da singole malattie a varia gravità (es. l’ipertensione arteriosa, che varia da forme blande risolvibili a forme maligne/perniciose, con infinite posizioni intermedie). Un sistema di grading permette di ricavare informazioni anche a livello del singolo paziente. I tumori neuroendocrini, con uno spettro biologico molto vario (da indolenti ad aggressivi), sono un caso esemplare in cui questa classificazione biologica torna utile.

🔗 Collegamenti