Bicalutamide

Scheda-farmaco — antagonista del recettore degli androgeni, citata in Recettori Intracellulari

come esempio di antagonista recettoriale sull’asse del testosterone. Il livello generale sta in Testosterone. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-04.

Classe: antiandrogeno non steroideo (antagonista competitivo dell’AR) · ATC: L02BB03 · Nomi commerciali (IT): Casodex, bicalutamide generica · PubChem CID 2375

Perché questa molecola

È l’antagonista puro del recettore degli androgeni: si lega all’AR e basta, senza alcuna attività ormonale propria. Questo la rende il complemento farmacologico della finasteride nel programma — due modi opposti di spegnere lo stesso asse, uno sull’enzima di attivazione, l’altro sul recettore finale. Bloccando il recettore, la bicalutamide neutralizza sia il testosterone sia il DHT, mentre la finasteride agisce solo sulla via del DHT.

Il secondo delta è essere non steroidea: a differenza del ciproterone acetato non ha attività progestinica, glucocorticoide né soppressiva sull’asse ipofisario. Questo ha una conseguenza controintuitiva ma centrale — bloccando il recettore anche a livello ipotalamo-ipofisario, abolisce il feedback negativo, per cui LH e testosterone circolante aumentano invece di diminuire. Il testosterone in eccesso viene poi aromatizzato a estradiolo: da qui la ginecomastia, effetto avverso caratteristico della classe.

Il terzo è pratico: emivita di circa una settimana e monosomministrazione giornaliera.

Struttura

Struttura 2D della bicalutamide (PubChem CID 2375). Formula C₁₈H₁₄F₄N₂O₄S, PM 430,4 g/mol.

Molecola non steroidea (anilide sostituita con gruppi fluorurati e cianici): la totale assenza dello scheletro sterolico è ciò che le impedisce di attivare, anche parzialmente, il recettore o gli altri recettori steroidei.

Farmacodinamica

Catena d’azione: bicalutamide → si lega competitivamente al ligand binding domain dell’AR → impedisce testosterone e DHT di legarsi → nessuna traslocazione nucleare né trascrizione dei geni androgeno-dipendenti → arresto della proliferazione delle cellule prostatiche.

flowchart TD
  A["testosterone / DHT"] -->|normalmente| B["recettore degli androgeni (AR)"]
  C["bicalutamide"] -->|antagonismo competitivo<br/>sul ligand binding domain| B
  B -->|bloccato| D["nessuna traslocazione nucleare"]
  D --> E["↓ trascrizione geni androgeno-dipendenti"]
  E --> F["arresto proliferativo cellule prostatiche"]
  C --> G["blocco AR anche a livello ipotalamo-ipofisi"]
  G --> H["perdita del feedback negativo → ↑ LH"]
  H --> I["↑ testosterone circolante"]
  I -->|aromatasi| L["↑ estradiolo"]
  L --> M["GINECOMASTIA e mastodinia"]

Il meccanismo generale dei recettori nucleari è in Recettori Intracellulari.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: elevata, non influenzata dal cibo.
  • Profarmaco: no. È una miscela racemica in cui solo l’enantiomero (R) è attivo.
  • Metabolismo: epatico; l’enantiomero attivo è ossidato da CYP3A4 e glucuronidato.
  • Emivita: ~6 giorni per l’enantiomero attivo → 1 somministrazione/die, con steady state in ~4-12 settimane.
  • Eliminazione: biliare e renale in misura simile.

Posologia e monitoraggio

Orale, 1 volta/die: 50 mg in associazione ad analogo del GnRH o a castrazione chirurgica (blocco androgenico totale); 150 mg in monoterapia nella malattia localmente avanzata. Da monitorare: transaminasi — prima dell’avvio, poi mensilmente nei primi 4 mesi e periodicamente dopo; PSA come marcatore di risposta; valutazione della ginecomastia.

Tossicità

  • Molto comuni: ginecomastia e mastodinia (fino al 70% in monoterapia a 150 mg, molto meno a 50 mg in associazione), vampate, astenia, calo della libido e disfunzione erettile.
  • Epatotossicità: aumento delle transaminasi, in rari casi epatite fulminante — è la ragione del monitoraggio obbligatorio; comparsa tipicamente nei primi mesi.
  • Altri: diarrea, prurito, anemia, edemi.
  • Rispetto agli antiandrogeni steroidei ha il vantaggio di non dare gli effetti progestinici/glucocorticoidi, ma la ginecomastia è più marcata.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: donne e bambini; ipersensibilità; co-somministrazione con terfenadina, astemizolo o cisapride.
  • Gruppi speciali: insufficienza epatica moderata-severa → uso sconsigliato (accumulo + epatotossicità propria); insufficienza renale → nessun aggiustamento; anziano → nessun aggiustamento.
  • Interazioni rilevanti:
    • Warfarin e cumarinici → la bicalutamide li spiazza dalle proteine plasmatiche e ne inibisce il metabolismo: INR da controllare strettamente.
    • Inibitori del CYP3A4 (ketoconazolo, ritonavir) → ↑ esposizione.
    • Farmaci che allungano il QT → cautela; la deprivazione androgenica di per sé allunga il QT.
  • Prevenzione della ginecomastia: nella monoterapia a 150 mg si usa la radioterapia profilattica delle mammelle o il tamoxifene — misura da programmare prima di iniziare, perché la ginecomastia instaurata è poco reversibile.

Posto in terapia

Carcinoma prostatico: a 50 mg/die come componente del blocco androgenico totale insieme a un analogo del GnRH (dove copre anche il flare iniziale di testosterone indotto dall’analogo nelle prime settimane); a 150 mg/die in monoterapia nella malattia localmente avanzata quando si vuole preservare la qualità di vita e la densità ossea rispetto alla castrazione. Nella malattia resistente alla castrazione è stata largamente superata dagli antiandrogeni di seconda generazione (enzalutamide, apalutamide). In commercio in Italia, anche come generico.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 2375 (struttura, formula, ATC L02BB03); EMA SmPC Casodex e DailyMed SPL per posologia, monitoraggio epatico, tossicità e interazioni. Consultate il 2026-08-04.