Testosterone
Scheda di riferimento — ormone endogeno e ligando del recettore degli androgeni, citato in
Recettori Intracellulari come bersaglio farmacologico. Sintesi da fonti autorevoli.
Natura: ormone steroideo androgeno C19, prodotto dalle cellule di Leydig del testicolo (quote minori da surrene e ovaio) · PubChem CID 6013 Come farmaco: ATC G03BA03 (Testovis, Nebid, Testogel) · Recettore: AR / NR3C4 (UniProt P10275, gene AR su Xq12)
Struttura
Struttura 2D del testosterone (PubChem CID 6013). Formula C₁₉H₂₈O₂, PM 288,4 g/mol.
Scheletro androstano a 19 atomi di carbonio, con il Δ⁴-3-chetone sull’anello A e il 17β-idrossile — quest’ultimo indispensabile per l’attività: la sua ossidazione a chetone (androstenedione) abbatte l’affinità per il recettore. È lipofilo e in circolo viaggia legato per ~98% a SHBG e albumina; solo la quota libera è biologicamente attiva.
Funzione
È il ligando del recettore degli androgeni (AR), recettore intracellulare di classe 3 che, legato il ligando, si stacca dalle HSP, dimerizza, trasloca nel nucleo e regola la trascrizione legando gli ARE.
Il punto farmacologicamente decisivo — il testosterone non è il ligando più potente del proprio recettore. Nei tessuti bersaglio viene convertito dall’enzima 5α-reduttasi in diidrotestosterone (DHT), che ha un’affinità per l’AR circa 5 volte maggiore e una dissociazione più lenta. Il testosterone si comporta quindi, in quei tessuti, come un profarmaco endogeno. Una terza via lo converte, tramite aromatasi, in estradiolo: da qui gli effetti “estrogenici” degli androgeni su osso, cervello e — quando l’equilibrio si altera — la ginecomastia.
Questa biforcazione metabolica spiega la divisione degli effetti e delle strategie farmacologiche:
| Via | Mediatore | Tessuti / effetti |
|---|---|---|
| diretta | testosterone | muscolo (anabolismo), eritropoiesi, libido, laringe, spermatogenesi |
| 5α-reduttasi | DHT | prostata, cute, follicolo pilifero, genitali esterni |
| aromatasi | estradiolo | osso (chiusura epifisi, densità), SNC, mammella |
Rilevanza farmacologica
Sull’asse androgenico si agisce in tre punti diversi, ed è la ragione per cui la scelta del farmaco dipende da quale effetto si vuole spegnere:
- A monte (sintesi): analoghi del GnRH (leuprorelina, che dopo il flare iniziale sopprime LH) e inibitori della sintesi surrenalica (abiraterone).
- Sulla conversione: inibitori della 5α-reduttasi — bloccano la sola via del DHT, lasciando intatti gli effetti diretti del testosterone. Da qui l’uso in iperplasia prostatica benigna e alopecia androgenetica.
- Sul recettore: antiandrogeni recettoriali, antagonisti competitivi dell’AR — bloccano tutto, testosterone e DHT insieme. Uso nel carcinoma prostatico.
In direzione opposta, il testosterone si usa come terapia sostitutiva nell’ipogonadismo maschile (per via transdermica o IM depot: la via orale è inutilizzabile per un effetto di primo passaggio quasi totale).
Le mutazioni con perdita di funzione del gene AR causano la sindrome da insensibilità agli androgeni (femminilizzazione testicolare): cariotipo 46,XY con fenotipo femminile, perché senza recettore funzionante l’ormone circolante non produce alcun effetto — la dimostrazione clinica che è il recettore, non l’ormone, a fare il segnale.
🔗 Compare in
- Recettori Intracellulari — bersaglio farmacologico degli ormoni steroidei; DHT e 5α-reduttasi.
- Alfa-litici e Iperplasia Benigna della Prostata — la via del DHT nella prostata.
Fonti: PubChem CID 6013 (struttura, formula, ATC G03BA03); UniProt P10275 e NCBI Gene 367 (recettore degli androgeni, locus Xq12); sbobina 04 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-04.