Cmax e Tmax
Cmax e Tmax sono i due parametri che si leggono dalla curva concentrazione-tempo di un farmaco somministrato per via orale (concentrazione sull’asse Y, tempo sull’asse X). Misurando il farmaco nel sangue a tempi successivi dopo la somministrazione, le concentrazioni crescono fino a un apice e poi calano.
Curva concentrazione plasmatica/tempo dopo dose orale unica. L’apice è la Cmax, la sua proiezione sull’asse dei tempi è il Tmax. Il grafico mostra anche perché la Cmax va letta insieme all’efficacia: la curva produce effetto solo nel tratto compreso fra la MEC per la risposta desiderata e la MEC per la risposta avversa (la finestra terapeutica); prima c’è il periodo di latenza, e la durata d’azione è il tempo trascorso sopra la soglia efficace. (Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, da Goodman & Gilman)
- Cmax — la concentrazione massima raggiunta nel sangue (apice della curva). È il valore da mettere in relazione con l’efficacia: se le concentrazioni efficaci si raggiungono solo a valori molto alti della curva, la terapia ha un problema (dosi da aumentare o farmaco inadatto), perché senza concentrazioni efficaci il farmaco non agisce.
- Tmax — il tempo necessario per raggiungere la Cmax (proiezione della Cmax sull’asse del tempo). È indicativo del tempo di onset, cioè di quanto ci si mette ad avere l’effetto. È solo indicativo: finché non si raggiungono concentrazioni efficaci non c’è effetto, e l’onset dipende anche dalle caratteristiche farmacodinamiche (es. un farmaco che agisce sull’espressione genica ha onset più lungo).
A differenza dell’AUC (che misura l’esposizione complessiva), Cmax e Tmax descrivono picco e rapidità dell’esposizione.
Esempio: stessa molecola, due formulazioni
Il modo più diretto per vedere che Cmax/Tmax e AUC sono parametri indipendenti è confrontare due formulazioni dello stesso principio attivo. A parità di dose l’AUC è simile — la quantità che entra in circolo è la stessa — ma la forma della curva cambia completamente:
| Rilascio immediato | Rilascio prolungato | |
|---|---|---|
| Cmax | alta, picco stretto | più bassa, appiattita |
| Tmax | breve | prolungato |
| AUC | sovrapponibile | sovrapponibile |
| Effetto | onset rapido, durata breve, più effetti da picco | onset lento, copertura stabile, meno effetti da picco |
- Nifedipina — la formulazione a rilascio immediato dà un picco pressorio-ipotensivo brusco con tachicardia riflessa; quella a rilascio prolungato, a parità di dose giornaliera, evita il picco ed è l’unica usata nell’ipertensione.
- Morfina — le formulazioni a rilascio immediato servono per il dolore episodico intenso (serve un Tmax corto), quelle a rilascio prolungato per il dolore di base (serve una concentrazione stabile).
È la stessa logica che regge il confronto fra prodotti diversi: la bioequivalenza si dimostra solo se entrambi i tipi di parametro — estensione (AUC) e velocità (Cmax) — coincidono.
🔗 Collegamenti
- Assorbimento dei Farmaci — 🔗 stessa curva concentrazione-tempo; l’AUC ne è l’area
- Biodisponibilità — 🔗 parametri della stessa curva orale