Cromoglicato Sodico

Scheda-farmaco — molecola della classe Stabilizzatori dei Mastociti (Cromoglicato, Nedocromile). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.

Classe: stabilizzatore della membrana dei mastociti (cromone) · ATC: R03BC01 (inalatorio), R01AC01 (nasale), S01GX01 (oftalmico), A07EB01 (orale) · Nomi commerciali (IT): Lomudal, Nalcrom, Frenal · PubChem CID 2882

Perché questa molecola

È il capostipite della classe e, soprattutto, è la molecola in cui una pessima farmacocinetica è diventata la strategia terapeutica.

Il cromoglicato è un acido bicarbossilico fortemente ionizzato: per os viene assorbito per circa l’1%. In qualunque altro contesto questo lo squalificherebbe; qui è esattamente ciò che serve. Si somministra dove deve agire — bronchi, naso, congiuntiva, mucosa intestinale — e resta lì, senza esposizione sistemica e quindi senza tossicità sistemica. È il farmaco più sicuro di tutta la farmacologia respiratoria, usabile in gravidanza e nel bambino piccolo.

Il rovescio è il limite che la nota madre sottolinea: agisce solo in prevenzione. Impedendo la degranulazione non ha alcun effetto su un mediatore già rilasciato, quindi durante l’attacco non serve a nulla. E poiché va somministrato 4 volte al giorno per settimane prima di vedere il beneficio, l’aderenza è il vero motivo per cui è stato soppiantato dai corticosteroidi inalatori.

La quarta indicazione è quella che spiega meglio il meccanismo: la formulazione orale (Nalcrom), che proprio perché non si assorbe tratta la mastocitosi sistemica e l’allergia alimentare agendo sui mastociti della mucosa intestinale.

Struttura

Struttura 2D dell’acido cromoglicico (PubChem CID 2882). Formula C₂₃H₁₆O₁₁, PM 468,4 g/mol.

Due anelli cromonici (benzopiranonici) uniti da un ponte 2-idrossipropilenico, ciascuno con un acido carbossilico. Due cariche negative a pH fisiologico: da qui l’assorbimento nullo, l’assenza di penetrazione cellulare e l’obbligo della via topica.

Farmacodinamica

Catena d’azione: cromoglicato applicato sulla mucosa → stabilizzazione della membrana del mastocita → mancato ingresso di Ca²⁺ → mancata degranulazione → nessun rilascio di istamina, leucotrieni e proteasi → attacco allergico prevenuto.

flowchart TD
  A["allergene + IgE su FcεRI"] --> B["segnale di attivazione del mastocita"]
  B --> C["ingresso di Ca²⁺"]
  C --> D["fusione dei granuli con la membrana<br/>= DEGRANULAZIONE"]
  D --> E["istamina, leucotrieni, proteasi"]
  E --> F["broncocostrizione, rinorrea,<br/>prurito, edema"]
  G["CROMOGLICATO<br/>(topico, non assorbito)"] -->|"stabilizza la membrana<br/>ostacola il transito di Ca²⁺"| C
  G -.->|"NESSUN effetto"| E
  style G fill:#e8f4ff

Onestà sul meccanismo

Il blocco dei canali del calcio è la spiegazione classica, ed è quella data a lezione. Le fonti regolatorie sono più caute: il meccanismo non è completamente chiarito, e alle correnti del calcio si affiancano l’inibizione di canali del cloro e la fosforilazione di una proteina di membrana del mastocita. Il dato certo, e sufficiente per l’uso clinico, è quello funzionale: inibisce la degranulazione, non antagonizza alcun recettore.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~1% per os; circa 8% della dose inalata raggiunge il polmone e viene assorbita da lì.
  • Profarmaco: no.
  • Metabolismo: nessuno — non viene metabolizzato.
  • Emivita: ~80 minuti la quota assorbita → 4 somministrazioni/die, il suo limite pratico.
  • Eliminazione: immodificato, in parti circa uguali con bile e urine; la quota deglutita esce con le feci.

Posologia e monitoraggio

Inalatorio: 20 mg (2 spruzzi) 4 volte al giorno, riducibili a 3 al miglioramento. Nasale e oftalmico: 4–6 applicazioni/die. Orale (mastocitosi, allergia alimentare): 200 mg 4 volte al giorno, prima dei pasti. Nessun monitoraggio. Va spiegato al paziente che il beneficio compare dopo 2–4 settimane: è la causa più frequente di abbandono precoce.

Tossicità

Trascurabile, ed è il suo tratto distintivo. Irritazione locale, tosse e broncospasmo riflesso subito dopo l’inalazione (prevenibili con un β2-agonista a breve durata prima), sapore sgradevole, irritazione faringea. Rarissime le reazioni sistemiche, semplicemente perché non c’è esposizione sistemica.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità nota. Nessun’altra.
  • ⚠️ Il vero rischio è l’uso improprio: non è un broncodilatatore e non va usato nell’attacco acuto né come farmaco al bisogno. Sostituire un corticosteroide inalatorio con il cromoglicato in un asma non controllato è un errore clinico.
  • Gruppi speciali: gravidanza e allattamento → è tra le opzioni antiallergiche più sicure, proprio per il mancato assorbimento; pediatria → utilizzabile dai 2 anni; nessun aggiustamento renale o epatico.
  • Interazioni rilevanti: nessuna — non si assorbe, non si metabolizza, non compete per nulla.
  • Antidoto: non pertinente.

Posto in terapia

Oggi farmaco di seconda o terza scelta. Nell’asma è stato sostituito dai corticosteroidi inalatori, più efficaci e a monosomministrazione o bisomministrazione; resta un’opzione nella profilassi dell’asma da esercizio e nel bambino piccolo in cui si vuole evitare lo steroide. Mantiene invece un ruolo pieno per via oftalmica (congiuntivite allergica stagionale) e per via orale nella mastocitosi sistemica, dove non ha alternative equivalenti.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 2882 (struttura, formula, codici ATC); DailyMed SPL cromolyn sodium — formulazioni inalatoria, nasale, oftalmica e orale (biodisponibilità, emivita, posologia, meccanismo d’azione); sbobina 40 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-15.