Definizione e Dimensioni del Dolore (IASP)
Il dolore cronico affligge circa il 20% della popolazione adulta nei Paesi occidentali ed è probabilmente il costo più grande che le società sostengono, in termini sia di costi diretti sia indiretti (chi sta male non lavora). La terapia del dolore acuto è competenza dell’anestesiologia, le cure palliative della medicina interna; i farmacologi si occupano di dolore oncologico e non oncologico. Il dolore non oncologico non va chiamato “benigno”: il dolore cronico non è mai benigno perché interferisce pesantemente con la qualità della vita.
IASP e organizzazione
La IASP (International Association for the Study of Pain) è l’associazione mondiale che fornisce parte delle linee guida e le definizioni di riferimento. È articolata in capitoli nazionali, uno per Paese; il capitolo italiano è l’AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore).
Definizione di dolore
Secondo la IASP il dolore è un’esperienza sensitiva ed emotiva associata a un danno tessutale reale o potenziale.
- Non è semplice nocicezione: soprattutto nel cronico la componente emotiva è centrale (la depressione è spessissimo associata al dolore cronico).
- “Potenziale”: ritirare la mano dalla pentola bollente è dolore che poteva coincidere con un danno, ma non vi è coinciso — da cui il valore difensivo e di allarme del dolore.
- Esistono patologie senza processo infiammatorio o lesione della fibra identificabili, in cui il paziente ha comunque dolore intenso.
Una versione più recente della definizione include anche il paziente non verbalizzante (es. il paziente con demenza, in cui la degenerazione coinvolge anche aree del dolore): ha dolore ma non lo riferisce, e spetta al clinico riconoscerne i segni.
Dolore come esperienza soggettiva e multidimensionale
Il dolore è multidimensionale ma soggettivo. Esistono strumenti di misura oggettiva (QST, Quantitative Sensory Testing), usati però quasi solo nella ricerca; nella pratica clinica si usano scale e si intervista il paziente non solo sul dolore ma sulla qualità della vita. Indagare prima la qualità della vita orienta meglio su cosa serve al paziente: togliere tutto il dolore è inutile se il paziente poi dorme tutto il giorno e non può fare ciò che gli sta a cuore. Da qui l’importanza dei patient reported outcomes e di una medicina centrata sul paziente.
Il dolore cronico è oggi considerato una malattia bio-psico-sociale: comprende tutti e tre gli aspetti (biologico, psicologico, sociale).
🔗 Collegamenti
- Dolore Acuto e Dolore Cronico — 🔗 inquadramento temporale
- Misurazione del Dolore (NRS, VAS, Legge 38) — 🔬 strumenti di valutazione
- Percezione del Dolore e Pain Matrix — 🔗 componente emotiva