Percezione del Dolore e Pain Matrix

La percezione del dolore (specie cronico) è un fenomeno complesso che investe molti aspetti della vita del soggetto, compresi quelli emotivi. La via nocicettiva non sale “sparata” ma emette molti collaterali, soprattutto dalla via paleospinotalamica, verso aree del SNC non direttamente connesse alla nocicezione ma agli aspetti emotivi del dolore.

Strutture coinvolte

  • Amigdala basolaterale — centro della paura: il dolore fa paura passando costantemente per l’amigdala. È corretto temere il dolore (ci tiene lontani da situazioni dannose). L’amigdala media anche reazioni di difesa/aggressività, creando un link dolore–paura–aggressività.
  • Corteccia insulare — legata alla negatività e sgradevolezza, molto attivata nel dolore cronico. Nei neonati alcune fibre raggiungono direttamente l’insula, attive quando il neonato è scontento; accarezzarlo dietro la nuca attiva le fibre tattili, inibisce l’insula e lo tranquillizza.
  • Ippocampo — learning and memory: nel dolore cronico è modificato, con riduzione delle funzioni cognitive.

Pain matrix

Esiste quindi una pain matrix: un insieme di aree cerebrali diverse da quelle direttamente attivate nella trasmissione dello stimolo doloroso, che danno al dolore la sua coloritura emotiva, soprattutto nel cronico. Queste aree possono essere modificate dal dolore cronico (es. l’ippocampo), spiegando l’associazione fra dolore cronico, depressione, paura e deficit cognitivi.

Conseguenza farmacologica

Se la componente affettiva è parte del dolore, un farmaco può essere analgesico agendo solo su quella. È esattamente ciò che fanno gli oppioidi a livello sovraspinale: il paziente in morfina spesso riferisce di sentire ancora il dolore ma di non esserne più disturbato — l’intensità resta, la sgradevolezza cade, perché il farmaco agisce anche su amigdala e insula. Sul versante opposto, gli antidepressivi usati nel dolore intervengono sulla stessa corteccia limbica che governa le vie discendenti: trattano insieme il dolore e la depressione che gli si accompagna, il che è un vantaggio e non un effetto collaterale.

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