Disturbo da Uso di Sostanze (DUS)

Il disturbo da uso di sostanze è una vera e propria patologia, presente nel DSM (Diagnostic and Statistical Manual) insieme agli altri disturbi da dipendenza. Si instaura quando il consumo, inizialmente sporadico, diventa continuativo; dal punto di vista farmacologico non è ancora curabile.

Perché si inizia

L’inizio del consumo è volontario e progressivamente diventa abitudine, poi vizio consolidato e abuso. I motivi fondamentali:

  • Per sentirsi bene: le sostanze, agendo sul SNC con modalità diverse e su aree differenti, danno prevalentemente una sensazione di piacevolezza.
  • Per sentirsi meglio: presuppone un malessere di partenza; l’uso è frequente in situazioni di disagio, intesa come fragilità diffusa nella società odierna, non ancora sfociata in psicopatologia ma molto presente.
  • Per fare meglio: uso per mantenere la performance sotto pressione, in situazioni di grande responsabilità (esempio storico: i medici).
  • Per essere come gli altri: il bisogno fisiologico di approvazione dei pari porta, soprattutto negli adolescenti, a una forte motivazione all’uso, ritenuto inizialmente sporadico e incidentale.

Perché il consumo diventa continuativo

La sostanza d’abuso innesca molto facilmente una memoria di gratificazione: attiva i circuiti legati alla memoria e vi imprime un ricordo gratificante che rimane molto forte nel cervello. È questo impatto sulla memoria a far passare dall’uso sporadico al consumo continuativo, generando il disturbo.

Criteri diagnostici (DSM)

  • La sostanza è spesso assunta in quantità maggiori o per periodi più prolungati di quanto previsto.
  • Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso.
  • Molto tempo speso in attività necessarie a procurarsi la sostanza.
  • Craving: forte desiderio o spinta all’uso.
  • Uso ricorrente che causa il fallimento nell’adempimento di obblighi su lavoro, scuola, casa.
  • Uso continuativo nonostante persistenti problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dalla sostanza.
  • Abbandono o riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’uso.
  • Uso ricorrente in situazioni fisicamente pericolose.
  • Uso continuato nonostante la consapevolezza di un problema fisico o psicologico causato o esacerbato dalla sostanza.
  • Tolleranza: bisogno di dosi notevolmente più elevate per ottenere l’effetto desiderato, oppure effetto nettamente diminuito a parità di dose.
  • Astinenza: comparsa della caratteristica sindrome di astinenza per la sostanza, oppure assunzione della stessa sostanza per attenuarne o evitarne i sintomi.

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