Eccipienti

Gli eccipienti sono le sostanze diverse dal principio attivo aggiunte a una formulazione per la delivery del farmaco: aiutano il processo di formulazione, aumentano la stabilità e la biodisponibilità, migliorano sicurezza ed efficacia. Sono ciò che permette di confezionare una compressa, una bustina o una sospensione orale e di somministrare il farmaco; la loro tipologia determina come il farmaco viene liberato (vedi Liberazione dei Farmaci).

Pur ragionando per principio attivo, l’eccipiente va sempre considerato: può influenzare la cinetica del farmaco e, in alcuni casi, dare problemi clinici (es. il lattosio, eccipiente molto usato, negli intolleranti).

Struttura 2D del lattosio (PubChem CID 6134). Formula C₁₂H₂₂O₁₁, PM 342,30 g/mol. È il diluente più usato nelle compresse: inerte dal punto di vista farmacologico, ma non privo di conseguenze — è il responsabile dei disturbi negli intolleranti ed è la variabile cambiata nell’epidemia descritta qui sotto.

Tossicità da eccipiente: epidemia da fenitoina (Virginia, anni ‘70)

Esempio storico di come l’eccipiente possa cambiare drasticamente le concentrazioni plasmatiche. La fenitoina era formulata con lattosio come eccipiente; passando a una formulazione con solfato di calcio, le concentrazioni ematiche risultarono molto più alte a parità di principio attivo. Il risultato fu una tossicità epidemica da fenitoina dovuta all’aumento delle sue concentrazioni nel sangue.

Perché proprio la fenitoina: è poco idrosolubile (quindi la sua dissoluzione dipende molto dalla formulazione), ha un indice terapeutico ristretto e una cinetica di saturazione — tre condizioni che trasformano un aumento modesto dell’assorbimento in tossicità conclamata. Con un farmaco a margine ampio lo stesso cambio di eccipiente sarebbe passato inosservato.

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