Liberazione dei Farmaci

La liberazione è il processo di disintegrazione della formulazione e dissoluzione del principio attivo nel fluido biologico, che permette al farmaco di entrare in circolazione e dare l’effetto terapeutico. È la “L” che precede l’ADME secondo la visione che parla di LADME: prima di assorbire un farmaco bisogna liberarlo dalla sua formulazione (principio attivo + eccipienti). Avviene prima dell’assorbimento e ne condiziona la disponibilità.

La forma orale è il riferimento. Nel 90% dei casi serve l’acqua per disintegrare la formulazione e ottenere la dissoluzione del principio attivo: i claim pubblicitari sui farmaci “assumibili senza acqua” sono fuorvianti (le formulazioni che non la richiedono sono pochissime). Il farmaco va sempre assunto con un bicchiere d’acqua, altrimenti la liberazione non è ottimale.

Fattori che influenzano la liberazione

  • Forma farmaceutica — capsula, compressa o sospensione danno cinetiche diverse; le sospensioni/sciroppi hanno liberazione più facilitata.
  • Composizione della formulazione — tipologia e quantità di eccipienti determinano come il farmaco viene liberato.
  • Dimensione delle molecole — le molecole grandi si liberano (e si assorbono) più difficilmente delle piccole.
  • Solubilità del farmaco.
  • pH e condizioni gastrointestinali — impattano moltissimo. Alcuni farmaci (es. Eutirox) vanno assunti lontano dai pasti perché il cibo modifica il pH e quindi l’assorbimento; analogamente gli inibitori di pompa protonica non vanno dati insieme alla colazione.
  • Durata della permanenza nel tratto gastrointestinale.
  • Proprietà chimico-fisiche — polarità, stabilità, interazioni chimiche.
  • Tecnologie di rilascio — formulazioni a lento rilascio (rilascio graduale) o gastroprotette (liberate a livello intestinale e non gastrico).
  • Interazioni con altri farmaci o con il cibo.

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