Farmaci “me too”

Secondo la definizione AIFA, i farmaci “me too” sono medicinali i cui benefici clinici per il paziente sono solitamente simili a quelli ottenibili con molecole già note. Nascono quando un’azienda, vedendo il successo commerciale di un farmaco capostipite di una classe, sviluppa una propria molecola analoga per entrare in quel mercato.

I me too non sono mai del tutto identici al capostipite: per ragioni di commercializzazione e marketing si introduce una sfumatura che renda preferibile il proprio farmaco (es. minori interazioni, migliore profilo in una specifica popolazione). Andando a vederne le differenze, in una stessa classe si trovano molecole più adatte all’anziano, all’insufficiente renale, o con meno interazioni. È la farmacocinetica a permettere di distinguere le peculiarità di ciascun me too e di scegliere, per il singolo paziente, la terapia più adatta — sfruttando a suo favore quella che nasce come strategia aziendale.

Esempi

Anticoagulanti orali

Dai dicumarolici come il warfarin — a ristretto indice terapeutico, che obbligavano al monitoraggio periodico dell’INR — si è passati agli anticoagulanti orali diretti, con effetto analogo ma senza necessità di monitorare l’INR. In circa sei anni sono usciti cinque farmaci diversi, di aziende diverse, con la stessa azione.

Il gruppo mostra bene come funziona un me too: dabigatran colpisce la trombina, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban colpiscono tutti il fattore Xa. Sono tre molecole strutturalmente diverse per un unico bersaglio, e ciò che le distingue è la cinetica — quota di eliminazione renale, dipendenza dal CYP3A4 o dalla glicoproteina P, una o due somministrazioni al giorno. Sono esattamente le differenze che permettono di scegliere l’uno o l’altro nel nefropatico o nel politrattato.

Rivaroxaban (PubChem CID 9875401), C₁₉H₁₈ClN₃O₅S, PM 435,9 g/mol.Apixaban (PubChem CID 10182969), C₂₅H₂₅N₅O₄, PM 459,5 g/mol.

Inibitori di pompa protonica

Lansoprazolo, omeprazolo, esomeprazolo (più rabeprazolo e pantoprazolo): le differenze tra loro sono in termini di farmacogenetica. Chi dipende dal CYP2C19 — omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo — rende conto sia della variabilità fra metabolizzatori lenti e rapidi, sia dell’interferenza con l’attivazione del clopidogrel; chi non ne dipende (pantoprazolo) diventa per questo l’IPP del paziente politrattato. La classe è trattata in H2-antagonisti e Inibitori di Pompa Protonica.

Qui il me too arriva alla sua forma più pura, il chiral switch: l’omeprazolo è una miscela racemica, l’esomeprazolo è il suo solo enantiomero S. Stessa molecola, metà: brevetto nuovo, AUC circa doppia e variabilità minore fra pazienti — ma nessun meccanismo nuovo.

Omeprazolo (PubChem CID 4594): racemo.Esomeprazolo (PubChem CID 9568614): enantiomero S dell’omeprazolo.

ACE-inibitori

È l’esempio in cui la tesi di questa nota si vede meglio, perché ogni “sfumatura di marketing” è diventata un criterio di scelta clinica. Tutti gli ACE-inibitori condividono il meccanismo; quello che cambia è come si comportano nel nefropatico — cioè proprio nel paziente che li assume:

  • enalapril — il capostipite d’uso, base dei trial sullo scompenso, ma con la quota di escrezione renale più alta (60–80%);
  • ramipril — emivita fino a ~17 ore, quindi monosomministrazione;
  • fosinopril — eliminazione bilanciata 50% renale / 50% epatica: non richiede aggiustamento nell’insufficienza renale;
  • lisinopril — l’unico non-profarmaco, attivo tal quale, indipendente dal fegato.

Nessuna di queste molecole è “migliore”: ognuna è la scelta giusta per un paziente diverso.

Non confonderli con generici e biosimilari

Tre cose diverse, che si somigliano solo nel prezzo più basso:

  • Me too — molecola nuova e diversa, stessa classe e stesso effetto del capostipite; ha un proprio brevetto e un proprio iter di sviluppo completo.
  • Generico — la stessa identica molecola del capostipite, dopo la scadenza del brevetto; non ripete gli studi clinici, deve solo dimostrare la bioequivalenza con l’originatore.
  • Biosimilare — la versione non-originator di un biotecnologico; essendo prodotto da organismi viventi non può essere identico, quindi serve un confronto di comparabilità che include dati clinici e immunogenicità.

Rilevanza per la rimborsabilità

Per un me too il SSN può rimborsare allo stesso prezzo già fissato per gli altri della classe, oppure negare il rimborso quando esistono già più farmaci equivalenti e meno costosi (vedi Enti Regolatori e Approvazione del Farmaco).

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