Iloprost
Scheda-farmaco — singola molecola citata in Antiaggreganti - Vie Minori (TXA2, Prostacicline, cAMP). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.
Classe: analogo stabile della prostaciclina (PGI₂), antiaggregante e vasodilatatore · ATC: B01AC11 (parenterale), B01AC11/R07 (inalatorio) · Nomi commerciali (IT): Endoprost, Ilomedin (e.v.); Ventavis (inalatorio) · PubChem CID 5311181
Perché questa molecola
La prostaciclina naturale è il più potente inibitore endogeno dell’aggregazione piastrinica, ma è inutilizzabile come farmaco: si idrolizza spontaneamente con un’emivita di pochi minuti (2–3 minuti in vivo) e non è selettiva per i recettori piastrinici e vascolari. L’iloprost è la risposta di sintesi a questo problema — un analogo chimicamente stabile che conserva l’attività biologica.
È inoltre l’unico farmaco del cluster il cui bersaglio non è bloccare qualcosa, ma sostituire un mediatore endogeno mancante: nelle vasculopatie periferiche l’endotelio danneggiato non produce più PGI₂ a sufficienza, e l’iloprost la rimpiazza.
Struttura
Struttura 2D dell’iloprost (PubChem CID 5311181). Formula C₂₂H₃₂O₄, PM 360,5 g/mol. Analogo carbaciclinico della prostaciclina: l’ossigeno dell’anello enol-etereo — il punto labile che rende la PGI₂ naturale idrolizzabile in pochi minuti — è sostituito da un carbonio, e la catena laterale porta un gruppo etinilico. È l’unica modifica che serve per passare da un mediatore evanescente a un farmaco.
Farmacodinamica
Agonista dei recettori IP (prostaciclinici) su piastrine e muscolo liscio vascolare, accoppiati a Gs → adenilato ciclasi → ↑ cAMP. È esattamente la via descritta come “pro-cAMP” nella nota madre, ma raggiunta stimolando il recettore invece che inibendo le fosfodiesterasi (come fa il dipiridamolo).
flowchart TD A["ILOPROST (analogo stabile della PGI2)"] --> B["recettore IP, accoppiato a Gs"] B --> C["adenilato ciclasi → ↑ cAMP"] C --> D["PIASTRINA: ✘ attivazione, adesione, aggregazione"] C --> E["MUSCOLO LISCIO: vasodilatazione arteriolare e venulare"] C --> F["✘ rilascio dei granuli e dei fattori di crescita"] D --> G["🩺 microcircolo: riperfusione dei territori ischemici"] E --> G A -. "effetti aggiuntivi" .-> H["citoprotezione endoteliale · ✘ adesione leucocitaria · fibrinolisi endogena"]
Effetti aggiuntivi rilevanti nelle vasculopatie: riduzione dell’adesione leucocitaria all’endotelio danneggiato, attivazione della fibrinolisi endogena e citoprotezione endoteliale. Non agisce sulla cascata coagulativa plasmatica.
Farmacocinetica
- Non è attivo per via orale (metabolismo presistemico completo): si somministra endovena in infusione continua o per inalazione.
- Emivita 20–30 minuti — comunque breve, ma dieci volte quella della PGI₂ naturale.
- Metabolismo per β-ossidazione della catena laterale (via del carbossile), non citocromiale: da qui l’assenza di interazioni metaboliche.
- Eliminazione prevalentemente renale dei metaboliti; nell’insufficienza renale ed epatica la clearance si riduce e va allungato l’intervallo.
- Effetto antiaggregante che si esaurisce con l’infusione, mentre il beneficio clinico sul microcircolo persiste per settimane dopo un ciclo — probabilmente per il rimodellamento vascolare.
Posologia e monitoraggio
- Vasculopatie periferiche e fenomeno di Raynaud (e.v.): infusione di 0,5–2 ng/kg/min per 6 ore al giorno, per cicli di 5 giorni consecutivi, ripetibili. La dose si titola sulla tollerabilità (cefalea, ipotensione, nausea).
- Ipertensione arteriosa polmonare (inalatorio): 2,5–5 µg per inalazione, 6–9 volte al giorno.
- Monitoraggio: pressione arteriosa e frequenza cardiaca durante l’infusione, che va fatta con pompa siringa e sotto sorveglianza.
Tossicità
Sono tutti effetti prevedibili dalla vasodilatazione sistemica, dose-dipendenti e reversibili riducendo la velocità di infusione:
- Cefalea e flushing — i più frequenti, spesso limitanti la dose.
- Ipotensione, tachicardia riflessa.
- Nausea, vomito, dolore addominale, diarrea.
- Dolore mandibolare, mialgie, crampi.
- Sanguinamento e trombocitopenia (rari).
- Per la via inalatoria: tosse, broncospasmo, irritazione faringea.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: sanguinamento attivo, infarto miocardico recente (< 6 mesi), angina instabile, scompenso cardiaco grave, aritmie gravi, valvulopatie emodinamicamente rilevanti, ictus nei 3 mesi precedenti, gravidanza e allattamento, sospetto edema polmonare.
- Stravaso: l’infusione va fatta in vena di buon calibro — lo stravaso provoca eritema e dolore locale.
- Interazioni: additive con anticoagulanti, antiaggreganti e FANS (rischio emorragico) e con antipertensivi e vasodilatatori (ipotensione). Nessuna interazione citocromiale.
- Nessun antidoto: l’emivita di 20–30 minuti rende sufficiente ridurre o sospendere l’infusione. Il sovradosaggio si manifesta come ipotensione e va gestito con riempimento volemico.
Posto in terapia
- Ischemia critica degli arti e arteriopatia obliterante periferica grave in paziente non rivascolarizzabile: riduce dolore a riposo e dimensioni delle ulcere, e ritarda l’amputazione.
- Fenomeno e malattia di Raynaud grave, in particolare secondaria a sclerosi sistemica, con ulcere digitali — è qui che l’iloprost ha l’evidenza migliore.
- Ipertensione arteriosa polmonare (formulazione inalatoria).
- Tromboangioite obliterante (malattia di Buerger).
Le indicazioni corrispondono a quelle elencate nella nota madre — malattia vascolare periferica occlusiva, angiopatia diabetica, malattia di Raynaud — e hanno tutte in comune un microcircolo compromesso più che un trombo da sciogliere.
🔗 Compare in
- Antiaggreganti - Vie Minori (TXA2, Prostacicline, cAMP) — è l’analogo stabile della prostaciclina della classe.
- Dipiridamolo — stessa via del cAMP, raggiunta però inibendo le fosfodiesterasi anziché stimolando il recettore IP.
Fonti: PubChem CID 5311181 (struttura carbaciclinica, formula, PM); EMA SmPC Ventavis, RCP AIFA Endoprost e DailyMed SPL (posologia e.v. e inalatoria, controindicazioni, effetti avversi); StatPearls “Iloprost” (meccanismo recettore IP, farmacocinetica, indicazioni nella sclerosi sistemica). Consultate il 2026-08-13.