Antiaggreganti Piastrinici

Farmaci che agiscono sulle piastrine (non sulla coagulazione vera e propria). Hanno molteplici meccanismi d’azione perché intervengono a vari livelli delle vie di trasduzione che dicono alla piastrina di attivarsi, rilasciare i granuli e impacchettarsi con le altre per formare il trombo bianco (piastrine), distinto dal trombo rosso (quello della coagulazione).

Vie di attivazione piastrinica (bersagli)

La cicloossigenasi piastrinica genera trombossano A2 (TXA2), che attiva le piastrine e inibisce l’adenilato ciclasi (riducendo il cAMP → attivazione). La coagulazione fa da ponte: la trombina agisce su un recettore (PAR-1) che stimola le piastrine, e il fibrinogeno (insieme al fattore di von Willebrand) fa da ponte tra piastrine tramite le integrine, strutturando il coagulo.

Classi di antiaggreganti

Una mappa: sei vie, sei punti d’attacco

Via di attivazioneDove si intervieneFarmaci
TXA2 dalla COX-1a monte, sull’enzimaaspirina — irreversibile, per tutta la vita della piastrina
TXA2, via specificasintetasi e recettore TP insiemepicotamide
ADP → P2Y12sul recettoretienopiridine (irreversibili) e diretti (reversibili)
Trombina → PAR-1sul recettorevorapaxar
cAMP intracellulareconservandolo, non bloccando nulladipiridamolo, cilostazolo, iloprost
Fibrinogeno/vWF → GPIIb/IIIasulla via finale comuneabciximab, tirofiban, eptifibatide

Le prime cinque colpiscono un segnale attivante: la piastrina resta sensibile agli altri. Solo l’ultima blocca lo sbocco comune, ed è per questo che gli inibitori GPIIb/IIIa sono i più potenti — e i più emorragici.

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