Ossido Nitrico (NO)

L’ossido nitrico (monossido di azoto, NO) è stato il primo gas dimostrato funzionare da messaggero biologico (seguito poi dalla scoperta del CO). Fino alla sua identificazione era conosciuto solo in chiave tossicologica: non si pensava che l’organismo potesse produrlo come molecola di segnalazione.

Scoperta

Descritto biologicamente per la prima volta nel 1979. In un esperimento semplice si prese un vaso arterioso e se ne rimosse l’endotelio: il vaso tendeva progressivamente a contrarsi di più. Il farmacologo Salvador Moncada capì che dall’endotelio derivava una sostanza responsabile del rilasciamento della muscolatura liscia vasale, che chiamò endothelium-derived relaxing factor (EDRF). Ci vollero quasi 20 anni per identificare l’EDRF proprio nell’NO.

Struttura e proprietà chimiche

È un radicale libero costituito da un atomo di azoto e uno di ossigeno. È liposolubile, quindi diffonde molto facilmente attraverso le membrane cellulari, ma è anche una molecola instabile e molto reattiva: tende a reagire (formando ad es. NO₂ o nitrosilando/legando altre molecole), perciò “non circola molto” nell’organismo. Da qui un’emivita breve e un’azione particolarmente rapida.

Sintesi

Deriva dall’attività enzimatica della Ossido Nitrico Sintasi (NOS), che usa come substrato l’amminoacido arginina, trasformandola in citrullina + NO. La citrullina ha poi un proprio pathway di recupero.

In natura esistono anche enzimi come l’argininasi che metabolizzano l’arginina per altri scopi: in alcuni contesti si può quindi avere competizione tra questi sistemi e la NOS per il substrato arginina.

Effetti

È un gas che diffonde da entrambi i versanti del vaso (verso il lume e verso il tessuto sub-endoteliale) e in circolo. È contemporaneamente:

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